Aprilia: gli ostaggi che lo Stato abbandonò

La città pontina, scenario 30 anni fa del rapimento di due membri della famiglia Bulgari-Calissoni da parte di banditi sardi. 35 giorni di agonia

Di fronte al dramma vissuto dalla famiglia Bulgari-Calissoni, sono vicende che il tempo non cancella, ma non spetta di certo a noi comuni mortali giudicare le azioni intraprese dalla magistratura e dalle autorità per contrastare 30 anni fa il banditismo sardo.

I negoziati – racconta in un intervista al Corriere della Sera Laura Calissoni Colnaghi, figlia di Anna Bulgari e sorella di Giorgio – per la liberazione del fratello 17enne e della madre Anna, sono stati intrapresi da lei stessa. Lo Stato li avrebbe lasciati soli, fin da subito. Mentre per Vanessa e Greta a trattare sono stati i servizi segreti ed a pagare il riscatto sarebbe stato addirittura lo Stato.

La famiglia Bulgari-Calissoni possiede una tenuta ad Aprilia, luogo dove è avvenuto il rapimento più di 30 anni fa. Ma è un dramma che si ripete: infatti 8 anni prima – si legge nell’intervista – anche lo zio Gianni Bulgari è stato rapito e per lui chiesero un riscatto di oltre un miliardo di lire. I banditi quindi rapiscono il fratello Giorgio Calissoni e la madre Anna Bulgari.

sequestro Bulgari-Calissoni

Sono dei criminali e vogliono soldi, si legge nell’intervista. Il comando delle trattative viene assunto da Laura, ma 4 miliardi di lire era una “cifra spaventosa” e quindi la via da seguire era quella di guadagnare tempo. Prima di prendere una definitiva decisione è stata interpellata la famiglia e gli azionisti della famosa casa di gioielli. Le minacce erano vere; i banditi volevano risolvere la situazione in breve tempo. Per questo che scaduto il primo ultimatum, in segno di minaccia, tagliarono l’orecchio al fratello Giorgio e da quel momento la stessa Laura – si legge nell’intervistata – comprese la gravità delle conseguenze se la famiglia non si sarebbe spicciata al pagamento del riscatto, avvenuto tre giorni prima di Natale.

Dopo tre lunghi ed estenuanti giorni i rapitori lasciarono gli ostaggi nello stesso posto dove erano stati sequestrati. A pagare – si legge nella medesima intervista – è stata la famiglia e non lo Stato; a trattare è stata la coraggiosa Laura e non i servizi segreti. Lo Stato non li aiutò.

Otto saranno i banditi arrestati e condannati a 140 anni di carcere.

Melania Orazi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *