“Il Comune riveda l’infelice delibera del consiglio sulla Battaglia di Aprilia”.

La proposta dell’ANPI (sezione Vittorio Arrigoni) riguardo la giornata della “Battaglia di Aprilia” del 28 maggio, istituita il 31 gennaio 2013.

“Il 31 Gennaio 2013 accadde l’incredibile.” – spiega in una nota stampa la sezione locale dell’ANPI – “Ciò che  avvenne in Aula consiliare, a conclusione dei lavori della Commissione, provocò sconcerto anche tra coloro che avevano partecipato alle riunioni. Una “manina”?  Il Consiglio comunale votò all’unanimità (con la sola astensione dei Consiglieri Giovannini e Longobardi ) la delibera, su proposta dell’Associazione “Un ricordo per la pace” e delle Associazioni combattentistiche d’Arma locali (sic.), che istituiva la Giornata della battaglia di Aprilia che cadrebbe, secondo i proponenti, il 28 Maggio (’44).  ”

Prosegue la nota: “A parte ogni altra considerazione di carattere strettamente storico sulla veridicità della data a rappresentare un dramma che durò oltre quattro mesi con continui e sanguinosi capovolgimenti di fronte, una semplificazione incomprensibile ai più.  La semplice dicitura “della battaglia”, così completamente nuda di qualsivoglia indizio di riferimento, così accuratamente distillata da ogni qualsiasi “implicazione politica”, apparve il parto di una regia impegnata a cancellare la memoria storica di una comunità, a diffondere l’idea che le guerre siano eventi naturali come i terremoti da esorcizzare con cadenze annuali attraverso cerimonie laiche di popolo dal forte valore salvifico, capaci peraltro, così si è anche detto, di costituire, per le nuove e future generazioni, un “altissimo” insegnamento. Mai più battaglie ad Aprilia, dunque. Onore ai caduti, a tutti.”

La proposta: ” Si riveda quella infelice e incomprensibile deliberazione del Consiglio comunale del 31.01.2013. La Commissione cultura metta in calendario questo tema e verifichi la possibilità di dedicare a quel giorno una piazza, un giardino o, anche (perché no?), una scuola; un luogo importante insomma che ricordi alle generazioni presenti e future il momento in cui la comunità cittadina si è avviata ad affrontare, non senza ulteriori sacrifici, la difficile e complessa opera della ricostruzione ispirandosi ai valori di libertà, uguaglianza e solidarietà che sono le fondamenta della nostra Costituzione.”

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