“Pressione sulla politica locale: emergenza non va dimenticata”

APL, Asso di Picche, Noi con Salvini, Giamburrasca e CB Rondine: questo l’asset di un’altra raccolta umanitaria per l’emergenza

Sul territorio apriliano non si è sviluppata solamente una raccolta di beni post-terremoto: il nucleo formato da APL, Asso di Picche, Noi con Salvini e l’Associazione Culturale Giamburrasca, in coordinamento con la CB Rondine, si sono attivati per inviare materiali nelle zone colpite dal sisma.

“Ci siamo resi conto sin da subito, avendo ben chiaro il polso della popolazione e dei nostri simpatizzanti e militanti, che il vedere persone di propria fiducia al lavoro tranquillizza coloro che in queste situazioni temono che gli aiuti non vadano tutti a buon fine. Volenti o nolenti, siamo un punto di riferimento e abbiamo subito deciso di mobilitarci poichè questo per noi significa essere presenti su un territorio, facendolo con i fatti concreti nel momento del bisogno, senza protagonismi ma essendo da esempio concreto.”

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“I ragazzi dell’ass. cult. Giamburrasca si sono subito messi a disposizione fornendo un punto logistico perfetto, così Asso di Picche e i militanti e simpatizzanti di APL e Noi con Salvini, che hanno dato immediatamente la disponibilità a qualsiasi progetto avessimo intenzione di mettere in campo. Inoltre anche altri amici come il Bar Stella e il Bar Dora hanno subito dato la loro disponibilità. C’era solo da fare il coordinamento e non è stato difficile, una volta che tanta forza di volontà si è resa disponibile.”

“Sono varie le motivazioni che ci hanno spinto a far riferimento alla CB Rondine. La prima è dovuta alla nostra forma mentis, cioè quella che ci spinge sempre a simpatizzare per gli underdog, per quelli spesso dimenticati e non per loro demeriti. Inoltre, conosciamo personalmente il valore di molti membri della CB Rondine e ne apprezziamo l’operatività e la prontezza, senza nulla togliere a coloro che in questa città godono di maggiore esposizione mediatica. Inoltre, per quanto ci riguarda ci sono anche ragioni sentimentali in quanto, alcuni di noi erano legati ad una componente – la cara Cristiana – di tale organizzazione scomparsa qualche anno addietro, e ci è sembrato un modo per mantenere vivo anche il suo ricordo.”

“La risposta è stata fantastica, al di sopra di ogni nostra aspettativa. Non pensavamo di riuscire a raccogliere così tanti generi di prima necessità, e soprattutto di vedere che le indicazioni che fornivamo, man mano che i Media diffondevano le notizie dalla sala operativa della Protezione Civile, venivano accuratamente rispettate. Una cosa che voglio dire e che mi ha profondamente confortato nei miei già radicati convincimenti, è che al nostro appello ha risposto quella parte di Aprilia spesso definita “problematica” e poco considerata. Quella delle famiglie che hanno avuto problemi con la giustizia, con il fisco o che per varie ragioni si sono trovate in situazioni di indigenza. Non voglio fare ne polemica e nemmeno un discorso classista – anche se ignorare che le classi esistano è un grave errore – ma noi abbiamo visto uno slancio fortissimo da parte di questa gente. Non dico che le famiglie più agiate o quelle storicamente conosciute come tali dalla città, siano state a guardare ma quantomeno, noi non li abbiamo visti”.

“Beh, finquando questo fiume in piena di generosità scorrerà è doveroso dargli soddisfazione, guidandolo e incanalandolo verso i bisogni che man mano con il passare dei giorni si modificano. Poi starà anche a noi, fare pressione sulle forze politiche locali e nazionali per fare in modo che questa gente una volta passata l’emergenza non venga dimenticata. Sarebbe bello vedere fatto anche per loro con l’arrivo dell’inverno, una operazione simile a quella approntata per l’emergenza immigrazione, sistemando queste persone negli alberghi dopo il primo passaggio nelle tendopoli. Ma questo è uno step successivo, ora occupiamoci di fare la nostra parte ognuno con le proprie possibilità e attitudini.

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