Acido folico

L’autismo eviterai se l’acido folico assumerai

Secondo uno studio condotto in sinergia da un gruppo di ricercatori statunitensi e norvegesi, integrare la vitamina del gruppo B in gravidanza aiuterebbe a prevenire il rischio di disturbi autistici nel nascituro

Stefania Saralli

Prevenire l’autismo dalle prime settimane di gestazione. Anzi, a partire da quattro settimane prima del concepimento. È possibile grazie alla regolare assunzione di acido folico, una vitamina del gruppo B coinvolta nella sintesi di molecole essenziali quali il Dna e l’Rna. È fondamentale, dunque, per le cellule che vanno incontro a processi di differenziazione e rapida proliferazione come quelle del sangue e della pelle. Ecco perché è così importante durante la formazione dell’embrione.
Certo, ormai è quasi automatico assumere acido folico in gravidanza, in quanto è consigliato dalla stragrande maggioranza dei ginecologi: previene la spina bifida, l’anencefalia, alcuni vizi cardiaci e numerose malattie neurologiche, ma non era ancora nota la correlazione con il disturbo autistico. La scoperta è sopraggiunta grazie allo studio condotto da un gruppo di ricercatori norvegesi del Norwegian Institute of Public Health e a uno della Columbia University di New York, i cui risultati sono stati successivamente pubblicati sulle pagine della rivista Journal of the American Medical Association. Gli studiosi hanno esaminato un campione di 85mila bambini nati in Norvegia tra il 2002 e il 2008. Di questi, 114 soffrono di disturbi autistici – lo 0,1 percento delle mamme ha integrato l’acido folico in gravidanza, contro lo 0,21 percento che non ne ha fatto assunzione.

Insomma, pare che assumere acido folico prima e nel corso della gestazione riduca del 39-40 % il rischio di autismo nei nascituri. Tuttavia, questo risultato non prova affatto che i supplementi a base di acido folico possono prevenire l’autismo nell’infanzia, bensì fornisce un’indicazione sul fatto che la vitamina potrebbe esserne preventivo. Inoltre, supporta le attuali raccomandazioni dell’assunzione di integratori a base di acido folico durante la gravidanza ed enfatizza l’importanza di iniziare presto, preferibilmente prima del concepimento.
Certo, l’acido folico non è presente soltanto nelle classiche compresse disponibili in farmacia. Infatti, la natura ne è una fonte inesauribile, in quanto si trova nella carne, nel lievito di birra e in molti vegetali, tra cui gli asparagi, i carciofi e gli agrumi. Questa riserva, però, viene ridotta di circa l’80 percento durante la cottura. Così, Paesi come Stati Uniti, Canada e Cile hanno arginato la questione aggiungendo l’acido folico direttamente alla farina, in modo da fornire automaticamente la vitamina ai consumatori. Mentre in Italia non c’è questo tipo di iniziativa e, per avere la sicurezza di assumere la corretta quantità della vitamina del gruppo B, bisogna necessariamente ricorrere all’integratore. Il solo capace di prevenire così tante patologie.

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