Medjugorje, Festival dei Giovani 2010
Medjugorje, un viaggio che cambia la vita: Festival dei Giovani 2010
Ogni anno 80 mila ragazzi, provenienti da tutto il mondo, si incontrano per pregare ballare e danzare insieme
Quante cose avete sentito ultimamente su Medjuorje? Quante trasmissioni, documentari e giornali si stanno occupando di questo fenomeno? Tanti, tantissimi. La prima domanda che mi viene posta quando dico che sono stata a Medjugorje è: ma tu che hai visto? In un documentario ho visto il sole che girava, ma è vero? Il miracolo più importante che avviene non è di sicuro questo ma uno molto più grande, è quello del cuore che incontra Dio. Quando si torna, come testimoniano milioni di pellegrini, nulla è come prima. Quante volte passiamo da un vestito nuovo all’altro, o alla macchina ultimo tipo e giriamo ogni sera per locali all’ultima moda? Tutto questo ci porta piacere al momento ma non ci sentiamo mai appagati completamente.
Vogliamo sempre di più?
Questo perché? Abbiamo tutto eppure ci manca sempre qualcosa. Tutto questo fa parte della nostra vita anche dopo, ma viene semplicemente messo al secondo posto. Il 25 giugno si è svolto il 29° anniversario delle apparizioni della Madonna che, per il momento, ancora avvengono ma non si sa ancora per quanto. Ogni anno grazie alla continua presenza di Maria ci sono milioni di conversioni, non solo di chi era ateo da una vita, ma anche di pellegrini appartenenti ad altre religioni.
Io personalmente anche quest’anno partirò alla volta di Medjgorje in occasione del 21° Festival dei Giovani che avrà inizio il primo agosto.

Questo evento è stato fondato da padre Slavko un frate che ha vissuto a Medjugorje dal’inizio delle apparizioni e ha voluto creare un evento che facesse avvicinare i giovani alla Chiesa con un nuovo modo di pregare molto gioioso con canti e balli. Nel 2009 il festival ha raggiunto 80.000 presenze accogliendo ragazzi che provenivano da 60 paesi diversi ma uniti per pregare ballare e danzare insieme. Decine di lingue diverse, pregare nelle forme più varie, centinaia di colori e bandiere di tutte le nazioni che volteggiano durante la messa, qualcosa di nuovo e di unico si crea a Medjugorje a cui forse non tutti i pellegrini sono abituati. Ma che ci fa ricordare che essere cattolici non significa esser tristi ma vivere nella gioia. Consiglio a tutti di fare un viaggio a Medjugorje dal giovane al bambino all’anziano, in particolare alle famiglie.
Sonia Verderame
Una lettrice