Blog Magazine Informazione, benessere, attualità, cultura, politica, viaggi

Prima serata della rassegna SteNik

dsc_5377.jpgIeri, domenica 14 marzo, si e’ svolta la prima delle due serate previste, della IV Rassegna di Cortometraggi SteNik 2010. C’e’ stata una enorme risposta di pubblico e tanti complimenti per i film, si erano veri e proprio film anche se la durata non superava i quindici minuti, tutti hanno trasmesso emozioni: dolci, forti e tenere. I complimenti sono stati fatti anche per l’organizzazione intera della Rassegna. In Teatro erano presenti anche alcuni autori delle opere proiettate e l’assessore alla Cultura di Aprilia Patricia Renzi. Appuntamento a domenica 11 aprile per la seconda serata della IV Rassegna di Cortometraggi SteNik, dalle ore 17,15 con ingresso gratuito.

Per Info:
http://stenik.altervista.org
stenik@email.it
 

Consegnato il primo premio della lotteria del Carnevale di Aprilia

ass_de_maio-_s_dandrea.JPGSabato 13 Marzo, presso il concessionario Citroen di Nicola Prezioso (via Nettunense, Aprilia), è stato ritirato il primo premio della lotteria del Carnevale Apriliano , una Citroen C1.

L’Assessore allo Sport e al Tempo Libero Pasquale De Maio ha consegnato personalmente le chiavi dell’ automobile alla vincitrice Simona D’Andrea.
La ragazza, che si è aggiudicata il primo premio con l’acquisto di un solo biglietto, è nata nel 1975 a Civitavecchia ed è residente a Palestrina.

“Stranamente si tratta dell’unico premio ritirato fino ad oggi, – commenta l’Assessore De Maio – ricordiamo, dunque, che i possessori degli altri biglietti vincenti possono ritirare i loro premi fino al 1° Aprile. Con l’occasione mi congratulo con la Sig.ra D’Andrea”.
Comunichiamo nuovamente i numeri estratti:

6° biglietto estratto F-183: Citroen C1 offerta dalla concessionaria Nicola Prezioso
5° biglietto estratto B-045: Viaggio in Brasile per 2 persone Volo + 9 giorni 7 notti all inclusive Ottobre 2010 offerto da Cabril Viaggi
4° biglietto estratto I-016: Girocollo con Brillanti “Donna Oro” offerto da Capucci Gioielleria
3° biglietto estratto H-245 : Televisore 32 pollici Flat offerto da Conforama
2° biglietto estratto  G-348: Net book Acer mod. Aspire One offerto da Diemme Ufficio
1° biglietto estratto I-398: Macchinetta fotografica digitale Kodak offerta da Color Cente Aprilia 

Palmira, Oasi del deserto siriano

Palmira, Oasi del deserto siriano
Ospita le rovine monumentali di una delle più incantevoli e prestigiose città del mondo orientale greco-romano

C’è una città sorta nei pressi di un’oasi ricca di ulivi e palme, al limitare della steppa, nel deserto siriaco. Una città fondata oltre tremila anni fa, dove si è parlato greco, latino e poi arabo. Una città governata da regine velate e imperatori romani. Palmira – questo è il suo nome – si trova al centro del deserto siriano, uno strano deserto di sabbia mista a pietra, dove le infiltrazioni dell’acqua che scorre nel sottosuolo danno vita a laghi argentati nei quali di notte si specchia la luna.
Palmira fu abitata fin dal neolitico, come testimoniano alcuni reperti archeologici e il nome Talmur che, originario del centro abitato, oggi identifica l’oasi e il villaggio moderno. Prese il nome attuale – che richiama le foglie dei palmizi caratteristici di quella zona – nel IV secolo a.C. quando passò sotto il dominio ellenistico. La sua posizione la fece diventare ben presto una stazione di sosta per le carovane che provenivano dalla Mesopotamia, dall’India e dalla Cina, fatto che non sfuggì a Roma quando allargò il suo dominio al medio oriente.
Divenne provincia romana sotto l’imperatore Tiberio (14 – 37 d.C.) e qui conobbe il suo periodo d’oro: estese infatti le sue aree di influenza su nuove e redditizie vie commerciali diventando padrona delle strade più importanti d’Oriente e città sempre più ricca. Sotto l’impero romano, Palmira conobbe anche un maestoso sviluppo architettonico. Ne è un esempio la via colonnata – vera arteria della città – lunga oltre un chilometro e larga undici metri, fiancheggiata da portici su cui si affacciavano le botteghe. Sostando sotto l’arco di trionfo che separa l’ingresso della città dal maestoso tempio di Baal, si ha l’impressione di essere ancora là, come duemila anni fa. La stessa sensazione di magnificenza, la stessa sabbia che si alza in mulinelli, i ragazzini in sella a cammelli che vendono cimeli di dubbia provenienza beduina, una folla di turisti e il perfetto stato di conservazione del sito – cosa che tanto manca in Italia, specialmente a Roma.
Lungo la via colonnata si trovano i più bei monumenti della città: l’agorà con le indicazioni per il commercio scritte in un greco abbastanza sgrammaticato e tradotte in palmireno (lingua originaria che sopravvisse e quasi soppiantò nell’uso corrente il latino), il tetrapilo e il teatro liberato dalla sabbia e dall’oblio solo cinquant’anni fa e quindi con gradinate e scena perfettamente conservate. All’estremità della via si trova il tempio di Baal, il Giove dei palmireni. Lo circonda un muro di cinta rimasto intatto grazie all’intervento degli arabi che nel XII adattarono il luogo sacro a fortezza. Al muro si affiancava un doppio colonnato di cui rimangono poche tracce e all’interno del peribolo si erge la cella destinata al culto dove potevano accedere solo i sacerdoti. Dai bassorilievi del tempio di Baal è possibile cogliere la fusione dei temi e della tradizioni greco-romana e di quella medio orientale.
La fine di Palmira, coperta dalla sabbia del deserto, si fa risalire ad una donna: la regina Zenobia. Salita al trono nel 266 d.C., Zenobia si proclamò “augusta” e assalì con le sue truppe il debole esercito dell’impero romano di stanza in Siria, in Egitto e in Anatolia. Aureliano però riuscì a domare le truppe della regina, trasportandola poi a Roma come trofeo. Zenobia capì che il suo posto non era più a Palmira e, una volta liberata, sposò un senatore romano e si stabilì a Tibur (l’attuale Tivoli). Il popolo palmireno rimase così allo sbando e tentò di ribellarsi all’invasore romano che aveva rapito la loro regina. L’insurrezione fu ferocemente repressa da Aureliano, l’esercito ribelle fu massacrato, contadini vecchi e bambini furono uccisi e la città distrutta.
Questa fu la fine di Palmira, rianimata per qualche anno (intorno al 650 d.C.) dai califfi arabo-mussulmani, fu poi definitivamente rasa al suolo da un fortissimo terremoto.
Cinque strati di sabbia, palme e ulivi per secoli hanno coperto lo splendore di Palmira, riemersa oggi grazie agli scavi archeologici e divenuta bandiera del turismo Siriano che si va aprendo oggi all’occidente.
Rimasta chiusa in sé stessa e vittima di innumerevoli invasioni (dai romani, agli ottomani, ai francesi nel dopoguerra), la Siria vanta oggi un notevole e vario patrimonio artistico-culturale, nonché gioca un ruolo chiave nello scacchiere geopolitico del medio oriente. I rapporti con Israele sono difficili, tanto che se si ha sul passaporto il timbro israeliano non si può accedere in Siria nemmeno da turisti, e altrettanto lo sono quelli con gli Stati Uniti (George W. Bush inserì la Siria tra i cosiddetti “paesi canaglia”). D’altra parte c’è una forte voglia di apertura verso l’Europa, terra di libertà e ricchezza. Il fermento occidentalistico sta dilagando soprattutto tra le donne che sempre più si tolgono il velo e mostrano senza preoccupazione i loro occhi neri.

Laura Riccobono

Conquistando il Golfo Persico

Gli industriali italiani tentano la fortuna negli Emirati Arabi, isola felice per gli imprenditori ma, forse, un mito con una vita breve

Non più soltanto in Cina e in India, gli industriali italiani ora emigrano negli Emirati e in Arabia, l’Italia è diventata troppo piccola e soprattutto troppo “onerosa” per gli imprenditori che cercano nuovi lidi per “far fortuna”, ma soprattutto per evitare che lo Stato assorba oltre il 50% degli introiti delle aziende con tasse e imposte. Di questi tempi per risollevare gli animi e non solo, gli imprenditori italiani cercano fortuna non soltanto in Cina e in India ma si spingono fino al ricco Golfo Persico. Quest’ultimi pieni di petrolio, creduto inesauribile. stanno affrontando una grave crisi economica, sopratutto città ora in via di ripresa. L’amministratore delegato della Simest Massimo D’Aiuto ci riferisce che l’imprenditoria italiana ha aiutato molto questi paesi e non solo nel settore fashion, nell’abbigliamento e disegn ma anche facendo investimenti per far entrare l’Italia nei mercati del Golfo. A oggi la Simest ha contribuito finanziando 130 aziende italiane di 1860 milioni di euro per fare affari nel GCC (Gulf Cooperation Council) ovvero negli Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman, Kuwait, Bahrein, Arabia Saudita. Ma gli aiuti economici non arrivano soltanto alle grandi aziende ma si espandono fino alle minori, dalle società di produzione audiovisivi a quelle nel settore delle energie rinnovabili, dal fotovoltaico all’eolico. La GCC con questa azione non vuole solamente migliorare l’economia ma anche ottenere l’integrazione e la cooperazione degli Stati Arabi nell’Unione Europea, legata da un’unica moneta così da avere un libero scambio tra Stati. Di questa unione monetaria se ne parlerà in un assemblea programmata nel Maggio del 2010 nella capitale dell’Arabia Saudita (Riyadh). L’Oman e gli Emirati sono gli unici che mancano all’appello. Un altro argomento che sta a cuore alla GCC è l’educazione e la formazione di risorse umane da inserire nel mondo del lavoro, in continua evoluzione. Infatti nel Qatar è stato creato uno Science & Technology Park; in Arabia Saudita le università da otto sono passate a venti in soli quattro anni. Ma non tutte le crisi vengono per nuocere. Ce ne danno esempio gli Emirati che nelle condizioni economiche difficili riscoprono economie arabe stabili, come il packaging alimentare e l’intensificazione di cereali e late ad Hail. L’intensificazione giunge fino ai settori delle biotecnologie, della gestione dell’acqua e dei rifiuti, piccoli possibili business per le imprese italiane. Tutto questo regolato da leggi fiscali. A parte Emitari e Bahrein il GCC ha stabilito che le società devono preparare il bilancio annuale, le dichiarazioni fiscali e in alcuni Stati anche la revisione dei conti. Infine tutti i membri del GCC hanno deciso di comune accordo di mettere un dazio sulla maggioranza dei beni materiali importati nel loro territorio del 5%. Tutti i prezzi sono netti (l’Iva è stata tolta) a eccezione del settore alberghiero e nella ristorazione. Le imposte rispetto all’Italia sono: nell’Arabia Saudita chiede il 20% per le società di trading o di servizi, il Qatar ha un’aliquota progressiva fino al 35%, l’Oman il 12 e il Kuwait il 5. Gli italiani sono un popolo molto attivo, come possiamo notare, non soltanto nel settore alimentare, logistico e in quello della gioielleria ma essendo esperti manovali anche nella manutenzione degli impianti industriali, nel trattamento dell’acqua potabile e nell’arredamento di pregio. E come disse Totò “Italiani di tutto il mondo unitevi” contro questa crisi economica.

Intervista ad un imprenditore italiano che ha investito a Dubai
Per saperne di più abbiamo chiesto l’opinione di Giuseppe De Ninno, della DITEC spa, ditta che ha investito a Dubai. De Ninno è area manager, si occupa dello sviluppo dei mercati e supporta i clienti già attivi nel settore degli automatismi per ingressi.
 

dubai-1.JPG 

Perché la vostra impresa ha deciso di investire a Dubai?
Dubai non è solo uno dei mercati a maggiore espansione nell’area del Golfo, ma anche un crocevia di merci verso l’Iran (verso il quale esistono pesanti restrizioni all’export, questo a causa delle sanzioni frutto della politica aggressiva di Ahkmadinejad), l’India, e tutto il Golfo Persico in generale. Solo il 50% di quello che passa per Dubai resta nel posto.
Dubai inoltre è stato oggetto di una politica di apertura verso gli investimenti provenienti dall’estero che non ha avuto eguali nell’area del Golfo. Quindi i fattori più rilevanti sono la posizione geografica e l’apertura verso l’estero.
Che opportunità offrono gli Emirati Arabi rispetto all’Italia?Possiamo dire che il mercato degli Emirati è molto piccolo rispetto a quello italiano, sia per volumi che in valore. Ne deriva che l’orientamento verso Dubai non nasce con motivazioni sostitutive, ma compensative: nell’era della globalizzazione, è naturale che le aziende si orientino verso nuovi mercati per aumentare il loro fatturato.
Quali settori sono in maggiore espansione?
I settori in maggiore espansione sono l’edilizia e tutto quello che ruota intorno al building materials, la logistica, i beni di consumo.
Quali difficoltà, e quali peculiarità, si incontrano lavorando nel Golfo Persico?
Il Golfo è formato da diverse entità statali, tutte accomunate dall’appartenenza alla fede Islamica, seguita in modo più (Arabia Saudita) o meno (Dubai) marcato. È questa la peculiarità principale. Nel Golfo ad esempio si lavora dal sabato al giovedì mattina (il loro week-end è giovedì e venerdì), la morale islamica influenza l’attività bancaria (il prestito con interesse non è legale), il commercio, le relazioni. Insomma, la “problematica” principale che l’investitore o il business man italiano si trovano ad affrontare nel Golfo risiede nell’imparare a saper governare le differenze culturali.
Secondo lei sono previsti dei cali per il futuro?
Proprio a Novembre il costruttore pubblico Nakheel, che ha reso famoso Dubai per le sue realizzazioni architettoniche da mille e una notte, ha rischiato la bancarotta. E la cosa ha fatto tremare le banche di tutto il mondo. L’economia di Dubai infatti si regge su una bolla di speculazione edilizia che rischia di esplodere come è successo nel sud est asiatico negli anni ‘90. Non ci sono industrie, non esportano che petrolio, insomma, non esiste economia reale. E mentre Abu Dhabi è ricca di petrolio, Dubai no. Credo che il mito di Dubai sia destinato a finire a breve, a meno che le autorità non siano in grado di realizzare una riconversione economica che non faccia dell’edilizia e quindi dell’immobiliare il settore principale dell’economia. Altrimenti, è meglio che mi trovi un altro lavoro!

Articolo di Noemi Tafuri e Alessandro Mangoni

Al Maestro Francesco Guadagnuolo

Sabato 13  marzo 2010 presso la Sala Conferenze del Casale Malatesta di Velletri, il Maestro Francesco Guadagnuolo è stato insignito del titolo di Ambasciatore di Pace dell’U.P.F. Universal Peace Federation – o.n.g. componente Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) dell’ONU (La IIFWP - UPF è un’ONG accreditata con “Special Consultative Status” presso il Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) delle Nazioni Unite).
“L’U.P.F., considerato l’impegno profuso da Ella per la diffusione della pace e gli alti valori a cui fa riferimento è lieta di proporle la nomina ad Ambasciatore di Pace della nostra organizzazione” Il Presidente HFWP – UPF Italia Dr. Giuseppe Calì.
Al ricevimento del Premio il Maestro Guadagnuolo si è così espresso: “Ringrazio il Presidente Dr. Calì e tutta l’organizzazione dell’UPF di questo importante riconoscimento nell’essere stato insignito della nomina di Ambasciatore di Pace, spero di essere all’altezza dell’alto compito. L’UPF è un’organizzazione componente dell’ECOSOC alle Nazioni Unite con la quale ho avuto contatti quando con una delegazione dell’Intergruppo Parlamentari del Giubileo nel 1999, di cui facevo parte come artista, siamo partiti alla volta di New York per incontrare le delegazioni accreditate all’ONU per presentare il progetto sul debito estero, la libertà religiosa e la dignità della persona e inoltre per consegnare la mia opera “Il Debito Estero” – il pane della solidarietà, al Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. L’opera è esposta permanentemente nella prestigiosa Sede del Palazzo di Vetro a New York, dedicata all’ECOSOC, per la promozione dell’economia e l’avanzamento dei Paesi bisognosi. L’opera in sintesi vuole dire che tutti gli abitanti del pianeta hanno diritto di quel pane”. L’allora Presidente dell’ECOSOC Ambasciatore Fulci ha spiegato: «Il quadro di Guadagnuolo è un simbolo della vocazione dell’Italia alla cooperazione verso il Terzo mondo. Ma è anche l’occasione per lasciare una traccia del nostro contributo alla lotta per lo sviluppo e per i diritti umani anche quando l’Italia non avrà più la Presidenza dell’Ecosoc».     
Così l’arte italiana è presente, in uno dei luoghi di maggior prestigio al mondo, la sede dell’ONU, con Francesco Guadagnuolo, come già era avvenuto in precedenza con gli scultori Giacomo Manzù e Arnaldo Pomodoro, quest’ultimo con una scultura posta all’esterno dello stesso Palazzo.
Dell’impegno profuso per sostenere la pace l’artista Francesco Guadagnuolo ne ha dato sempre dimostrazione per la sua sensibilità nel sostenere la pace nel mondo attraverso le sue opere come è successo con l’opera “Peace”, dedicata alla crisi medio-orientale, quando Shimon Peres e Yasser Arafat scrivono la parola “Peace”. L’opera grafico-pittorica, tra l’utopico e il profetico, interpreta l’incontro di Oslo del 1993 tra palestinesi e israeliani. L’occasione è stata data dal viaggio di una Delegazione dell’Intergruppo Parlamentari per il Giubileo, guidata dal Presidente Sen. Ombretta Fumagalli Carulli. Nel corso della visita al Presidente Arafat l’opera è stata consegnata dall’artista a Ramallah nel Palazzo Presidenziale Muqata, dove si trova tuttora. Nell’incontrare il Presidente Arafat, Guadagnuolo ha espresso la volontà di realizzare una tela basata sulle problematiche di convivenza dei due popoli, nel rispetto reciproco e di pace. Guadagnuolo realizza l’opera intitolata “Palestina Anno 2000” o “Pace in Terra Santa” una tela dalle dimensioni (175X400 cm) definita «La nuova ‘Guernica’ del Terzo Millennio». 
“Per una Pace vera e duratura - dice Guadagnuolo: - è necessario garantire a tutti i popoli della Terra la libertà di coscienza, di pensiero, di religione e per lo stato economico il diritto al lavoro, perché sono valori basilari che garantiscono la pace tra i popoli ed esprimono le necessità personali, corporali propri e della famiglia, sono principi non negoziabili della dignità umana e dei valori della società civile”.
Attraverso le sue opere Guadagnuolo porta la sua testimonianza di artista nel mondo attraverso l’espressione dell’arte: “Sono convinto che dove la parola non arriva, arriva la forza dell’immagine”.

La Mostra Agricola Campoverde compie 25 anni

La Mostra Agricola CampoVerde giunge quest’anno alla sua 25° Edizione e si terrà dal 25 Aprile al 2 maggio: nove giorni a disposizione per poter deliziare delle eccellenze del settore agricolo.
La Fiera Nazionale dell’Agricoltura è stata presentata questa mattina alla presenza di Cecilia Nicita e Johnny Passa della Tre M srl, società organizzatrice dell’evento, del Sindaco di Aprilia Domenico D’Alessio, dell’assessore provinciale all’Agricoltura Enrico Tiero, di Daniela Santori di Coldiretti e Michele Fantasia presidente di Federlazio.
“Sin da quando è nata e nel corso della sua evoluzione, l’obiettivo primario  è sempre stato quello di dare rilievo al mondo dell’agricoltura e a tutto il sistema che gira intorno ad essa, proponendo agli operatori del settore la migliore offerta espositiva sul campo”, ha spiegato Nicita. “La scommessa iniziale è stata stravinta ed oggi è considerata tra le maggiori manifestazioni italiane del settore, continuando a crescere”.
Un appuntamento che, ogni anno, richiama migliaia di visitatori da tutto il Lazio. L’agricoltura viene inserita nel contesto generale di una manifestazione che non solo ne mette in luce tutti gli aspetti, ma la spettacolarizza avvicinandola a tutte le categorie sociali, non solo agli addetti ai lavori.
La manifestazione, che si svolge nell’Area comunale “Aprilia Fiere” di via Pontina km 55, è organizzata dalla Tre M e patrocinata dal Ministero per le Politiche Agricole, Regione Lazio, Provincia di Latina e Comune di Aprilia.
“Si stanno risolvendo i problemi legati all’agibilità della struttura comunale”, ha spiegato il Sindaco: “a giorni crediamo arriverà il dissequestro dell’area: ho avuto modo di avere rassicurazioni in questo senso dalla Procura della Repubblica”. Tiero, che ha portato il saluto del Presidente della Provincia, ha spiegato come sia “sempre più importante fare sistema sul territorio, per superare la crisi di un settore rimasto indietro, come l’agricoltura”.

La Mostra Agricola Campoverde si caratterizza per la ‘mostra mercato’, che mira a promuovere il ruolo dell’agricoltura con tutto ciò che ruota intorno ad essa, proponendo agli operatori agricoli il meglio della tecnologia, della ricerca e delle novità in campo agricolo, zootecnico, floreale ed enogastronomico. Saranno oltre 400 gli stand a disposizione degli espositori, dislocati su circa sette ettari e un’area parcheggio di circa 20 ettari.

Anche questa edizione sarà caratterizzata da iniziative ed attività volte a consolidare i tradizionali obiettivi dell’evento: la valorizzazione e la promozione delle peculiarità del territorio agro pontino, le innovazioni tecnologiche in campo agricolo, la divulgazione della conoscenza del territorio mediante rievocazioni storico culturali, la didattica.
Non mancheranno, come sempre, gli approfondimenti attraverso tavole rotonde e convegni: sono stati programmati già incontri sull’anagrafe ovicaprina, sul pacchetto igiene per la zootecnia, sulle bioenergie (a cura della Latina Energia Pulita srl) e sul Kiwi, vera risorsa dell’economia agricola pontina.

Ecco le novità di questa 25a edizione:

UNA FIERA ECOLOGICA: saranno installati i distributori di latte alla spina; saranno inoltre ospitati 15 stand a cura della Coldiretti che promuoverà il progetto “Campagna amica”, per dar modo ai visitatori di poter acquistare “a km 0” i prodotti della nostra terra, accorciando la filiera.

SALONE DEL PANE E DEL LATTE

Il Pane e il Latte, alimenti sani e naturali presenti sulle nostre tavole, molti sono i tipi di pane e i derivati del latte che fanno parte a sempre della nostra tradizione, la riscoperta, la produzione e la diffusione di questi saranno oggetto degli stand e delle giornate dedicate. Ci sarà un forno per la poduzione in loco del pane; saranno presenti i panificatori della provincia di Latina, il pane IGP di Genzano e quello di Lariano.
 
IL SALONE DELL’OLIO E DEL VINO

La Mostra di CampoVerde propone ai propri visitatori un’esperienza unica, quella di conoscere le varietà di Olio e di Vino provenienti dalla nostra Provincia e di apprezzarne le differenze e caratteristiche. Ci saranno le cantine locali e degustazioni di olio a cura di Aspol e Capol.

IL SALONE DELLE TECNOLOGIE AGRICOLE e delle ENERGIE ALTERNATIVE

La proficua collaborazione con Federlazio Latina permetterà di conoscere da vicino l’evoluzione della tecnologia applicata al settore agricolo.

WILD WEST SHOW

Esibizioni e atmosfere Western accompagnate da particolari spettacoli serali a tema. Gli appassionati sono tutti invitati ad assistere alle diverse performance previste nella programmazione.
 
CONCORSO NAZIONALE BOVINO

Gradito ritorno dopo diversi anni è il Concorso Bovino, un vero e proprio concorso di bellezza per bovini di diverse razze e provenienti da tutta la penisola.

Non mancheranno, come sempre, gli spettacoli dei Butteri delle Paludi pontine che ci faranno tornare indietro di un secolo riscoprendo le tradizioni degli antichi abitanti della palude pontina prima della bonifica.

Particolare attenzione, anche quest’anno, è stata dedicata alla fattoria didattica e alla divulgazione dell’agricoltura alle nuove generazioni, sdoganando il settore e rendendolo accessibile a tutti. La Mostra Agricola Campoverde sarà dedicata interamente alla visita delle scuole della provincia di Latina il 30 aprile.

Divenuta in breve tempo di importanza nazionale, costituisce la cerniera espositiva tra nord e sud, oltre ad essere la manifestazione più qualificata nel settore agricolo al livello regionale.
 Una rassegna specializzata, aperta ad un grande pubblico e agli espositori del settore con il preciso intento di facilitare l’incontro tra domanda e offerta.
 

L’Adm raccoglie fondi per aiutare Haiti

L’Adm raccoglie fondi per aiutare Haiti
Iscrivendosi all’associazione oltre ad avere sconti nei negozi convenzionati si donano 5 euro alle popolazioni colpite dal terremoto

L’Adm, dopo il devastante terremoto che ha colpito Haiti, ha deciso di raccogliere fondi da inviare in aiuto della popolazione ora in evidente difficoltà. Chiunque volesse dare una mano, può effettuare una donazione anche minima effettuando un bonifico sul conto Adm and Partners presso la banca popolare del Lazio agenzia 2 Latina: iban IT66 r051 0414 700c c014 0521 585. Il ricavato delle donazioni andrà interamente versato presso il Ministero degli Esteri” La Farnesina ” che provvederà ad inviare loro gli aiuti necessari.

Inoltre, cosa molto importante, per tutti i cittadini che verranno a ritirare la tessera Adm. che darà diritto ad avere uno sconto dal 5% al 50% su tutte le attività convenzionate, 5 euro, sulle 15 euro previste per la tessera Adm, verranno interamente donate per i terremotati di Haiti.

Per informazioni contattare il presidente nazionale Marco Cocchieri: tel. 338 93 98 017, sito web: www.associazionedipendentiministeriali.com.

Alessandro Mangoni

Riunione con i Comitati di Quartiere

Uno degli obiettivi dell’attuale amministrazione è quello di riattivare il dialogo e la collaborazione con i cittadini. Un modo per conoscere da vicino i problemi e le esigenze del territorio e degli abitanti di Aprilia.
Sindaco ed Assessori, dunque, hanno iniziato a programmare una serie di incontri, non ancora terminati, con i Comitati di Quartiere.

Ieri sera, presso l’Aula Consiliare del Comune, l’Assessore allo Sport e al Tempo Libero Pasquale De Maio ha organizzato una riunione per calendarizzare  gli eventi e le feste di quartiere. Scopo dell’incontro è stato soprattutto quello di raccogliere eventuali segnalazioni da parte dei Comitati per metterli in condizione di realizzare un evento in grado di soddisfare le aspettative di tutti.
Tra i presenti i Comitati di Quartiere: Montarelli, Grattacielo, Campo di Carne, Aprilia Sud, Gattone, Aprilia Nord, Prati del Sole, Agroverde, Toscanini, Lampione, Selciatella, Riserva Nuova e Quartiere Primo.

“Ho convocato questa riunione – spiega De Maio – per dare il via ad un confronto e ad una collaborazione con i diversi Comitati della città. Abbiamo raccolto le loro segnalazioni e ascoltato i problemi che si sono presentati nell’organizzazione delle feste degli anni passati. In particolare è emersa l’esigenza di facilitare il dialogo tra i Comitati e gli uffici comunali che hanno delle competenze inerenti alla preparazione e allo svolgimento di un evento. Nel prossimo incontro, infatti, è mia intenzione coinvolgere anche l’Assessorato all’Ecologia e l’Assessorato alle Attività Produttive”.
“Il desiderio di voler calendarizzare gli eventi nei tempi dovuti – prosegue l’Assessore – è legato alla necessità di evitare sovrapposizioni e di poter organizzare anche il lavoro della Polizia Municipale. Inoltre, ho comunicato ai presenti la possibilità di poter ricevere delle eventuali agevolazioni per le feste di quartiere organizzate in concomitanza dell’ Aprilia Estate che inizierà verso la fine di Maggio. In vista di questa iniziativa , nei prossimi giorni incontreremo anche le Associazioni Sportive e Culturali”.

Settimana all’insegna della musica presso l’I.C.”A.Gramsci” di Aprilia

Dopo l’enorme successo della masterclass tenuta dal M° Giancarlo Parodi, musicista di fama internazionale e docente di tromba presso il Conservatorio di Adria, le attività musicali dell’I.C. “A.Gramsci” continuano per tutto il mese di marzo ed aprile.
In questa settimana si concentrano eventi di grandissimo spessore musicale, con l’intervento Lunedi 15 marzo, del “Quartetto di tromboni PERSIAni”, un ensemble formato dai M° Maurizio Persia (musicista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S.Cecilia di Roma), Filippo Cangiamila, Alberto Amidei e Francesco Chisari.
Mercoledi 17 marzo sarà la volta dello “Stark Quartet”, che per la seconda volta, ritorna ad allietare alunni e docenti: il quartetto di clarinetti, è composto dai M° Vinibaldo Baccari (vincitore del concorso per strumenti a fiato “Amilcare Ponchielli” di Cremona, docente presso scuole statali), Antonio Fraioli (vincitore del I premio assoluto tra gli strumentisti a fiato nel III Torneo Internazionale di Musica – titolare della cattedra di Musica d’insieme per strumenti a fiato presso il Conservatorio “G. Martucci” di Salerno, www.antoniofraioli.com ), Simone Saccoccio (componente della Banda della Marina Militare Italiana) e Sergio Brusca (direttore della Banda Musicale “Città di Priverno”, docente presso scuole statali).
Venerdì 19 marzo, si terrà un seminario di liuteria, organizzato dalla GEWA con la collaborazione del  liutaio M°Roberto Bianchi, che accompagnerà i giovani musicisti della scuola in un viaggio intorno alla costruzione degli strumenti ad arco.
Mercoledì 24 marzo i  M°Francesco Storino (violoncellista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S.Cecilia di Roma), Cristina Caldera Storino (violino e viola), Damiano Storino (violoncello)  e Flavio Storino (percussioni), eseguiranno musiche di Purcell, Boccherini, Beethoven e Bartok.
 In questo quadro di eccellenza l’Istituto “A.Gramsci” propone di consolidare, ancora una volta, la sua vocazione di polo musicale del territorio apriliano attraverso attività concertistiche e lezioni concerto. Musica dal vivo attraverso le diverse sfaccettature di quest’ arte e la diversità delle professioni che ruotano intorno ad essa

Conferenza Stampa sul corso per la qualificazione del lavoro delle assistenti familiari

Questa mattina, nell’aula consiliare del Comune di Aprilia, si è svolta la conferenza stampa sul corso per la qualificazione del lavoro delle assistenti familiari organizzato dall’Assessorato ai Servizi Sociali in collaborazione con l’ Enaip (Ente ACLI Istituzione professionale).

Il corso, approvato dalla Regione Lazio, ha avuto una durata di 120 ore di cui 48 di tirocinio operativo e si è svolto presso la Sala Ragazzi della biblioteca comunale di Aprilia (Largo Marconi).
L’obiettivo principale è stato quello di formare delle persone in grado di rispondere alle aspettative delle famiglie che hanno bisogno di assistenza per gli anziani o per i diversamente abili. Un progetto, quindi, per dare maggiore professionalità e preparazione a chi svolge l’importante ruolo dell’assistenza domiciliare.

Hanno preso parte all’evento il Sindaco Domenico D’Alessio, l’Assessore ai Servizi Sociali Mario Berna, il Presidente della Commissione Politiche Sociali Michela Biolcati Rinaldi, il Presidente Provinciale ACLI Dr. Sandro Bartolomeo e il Segretario Organizzativo ACLI Dr. Nicola Tavoletta.
Le Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiani) sono una “associazione di promozione sociale”, un sistema  diffuso e organizzato sul territorio che promuove il lavoro e i lavoratori, aiuta e sostiene i cittadini, in particolare quanti si trovano in condizione di emarginazione o a rischio di esclusione sociale.

Hanno seguito il corso 21 persone tra cui 20 italiani ed un solo straniero, “Un fatto – commenta l’Ass. Berna – che deve farci riflettere. Spesso si crede che queste mansioni vengano svolte unicamente da immigrati ma evidentemente, a causa dell’attuale situazione economica, anche gli italiani si stanno avvicinando a questo tipo di lavoro”.

“Contribuire alla qualificazione e alla diffusione del lavoro delle assistenti familiari, - ha aggiunto il Sindaco - potrebbe essere la risposta a diverse problematiche. Innanzitutto si offre ai disoccupati una prospettiva di lavoro ed un aiuto alle famiglie ma l’assistenza domiciliare potrebbe essere anche la risposta al problema degli anziani che spesso vengono lasciati alle cure di case di riposo, in alcuni casi,  abusive”.