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La natura contro lo stress


Già tra le antiche civiltà era diffusa la pratica di abbracciare gli alberi per trarne energia e sostegno. L’attuale ortoterapia si rivela efficace per combattere ansia e stress e sostiene il recupero psichico e fisico in caso di patologie più gravi

“L’occuparsi della terra e delle piante può conferire all’anima una liberazione una quiete simili a quelle della meditazione”. Questa intuizione di Herman Hesse sta alla base di moderne cure antistress e per il recupero fisico e mentale. Orticultura e giardinaggio, quindi, come “terapia verde”, per mettere al bando i farmaci. Negli Stati Uniti sono stati istituiti già da tempo Master in terapia orticolturale, in Italia siamo ancora agli inizi. E’ con l’ortoterapia che possiamo combattere ansia e stress. La “terapia assistita dalle piante” o “riabilitazione attraverso la natura” ci ha già svelato che l’interazione con la natura migliora lo stato fisico e psicologico dell’individuo. Fiori, piante, prati verdi svolgono un’efficace azione terapeutica proprio nei casi di disturbi dell’umore, e rappresentano anche un valido sostegno delle terapie tradizionali in caso di patologie più gravi. Già le antiche civiltà consideravano l’albero ricco di poteri benefici. E alcune tecniche terapeutiche orientali prescrivevano di abbracciare un albero per ottenere da esso energia, sostegno e forza. Affermatasi nei paesi anglosassoni negli anni ’50, la terapia orticolturale oggi continua a raccogliere consensi e conferme: è dimostrato infatti che rallenta il battito cardiaco, regolarizza il respiro e abbassa la pressione sanguigna. Sorprendenti i risultati in caso di patologie come l’autismo, gli stati paranoici e gli handicap fisici. In particolare, prendersi cura di piante e fiori sviluppa il senso di responsabilità e la socializzazione, specie se l’orticoltura è praticata in gruppo. Ma non solo: coltivare un giardino aiuta a combattere l’isolamento e il senso di inutilità nelle persone anziane e in caso di handicap fisici, quindi sollecita l’esercizio fisico, stimola l’organismo e aiuta ad attenuare lo stress. Con il vantaggio ulteriore di far ritrovare fiducia nelle proprie capacità di far vivere e crescere un essere vivente. Secondo gli esperti, le piante più indicate sono quelle in grado di stimolare i sensi: quelle da fiore, le aromatiche e quelle a foglie pelose. Queste ultime in particolare sono particolarmente adatte ai malati di Alzheimer che hanno bisogno di un contatto stimolante con la piante. Grandi benefici traggono dall’ortoterapia anche i “malati di shopping” e perfino i grandi manager, perennemente di corsa e sotto stress. Pare anzi che alla palestra preferiscano fare giardinaggio, dove si suda di meno e ci si rilassa di più. Nei Paesi dove la terapia orticolturale è ormai consolidata, l’ortoterapista si occupa dello spazio verde, ne stabilisce dimensioni e orientamento, e sceglie le piante e gli attrezzi più adeguati con cui far lavorare i pazienti in relazione al loro problema. Interessanti i risultati ottenuti da Roger Ulrich dell’Università del Texas - responsabile del “Center for Health Systems and Design Colleges of Architecture and Medicine. Il ricercatore ha osservato come due gruppi di pazienti omogenei quanto a età, patologia e peso corporeo abbiano avuti tempi e modi di recupero diversi, in seguito ad un intervento chirurgico. Il gruppo che godeva di una “vista verde” si è ripreso molto più rapidamente dall’operazione, perché meno stressato e più motivato psicologicamente.

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