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I Padri e il Ruolo Educativo

Il padre tra passato e presente: funzione immutabile nella vita dei figli

I padri devono riappropriarsi del loro ruolo educativo per il bene non solo dei figli, ma della società

Uno dei problemi che caratterizza questo inizio di XXI secolo è inerente alla funzione educativa della famiglia e in particolare il ruolo da assegnare al padre.
Numerosi atti di convegni allungano ombre pessimistiche su una società che non conosce regole e limiti, su una gioventù dedita all’apologia del “voglio tutto e subito”. Un tempo, non molto lontano, il padre rivestiva la funzione di colui che insegnava ai figli ad affrontare la vita con impegno, responsabilità e sacrificio. E’ noto come la rivoluzione culturale, prima del ‘68 e poi del vuoto dei decenni successivi, abbia creato una società apatica, semi-depressa che non riconosce alcun valore alla conquista di se stessi e al rispetto di chi ha da donare soltanto un’amorevole esperienza.
Non è corretto addossare, tuttavia, ogni male ad una onnipresente quanto invisibile società. E’ necessario anche chiedersi quali sono i compiti propri della funzione paterna affinché l’incolpata società possa migliorare.In passato si diceva, seguendo teorie psicoanalitiche da caffè, che il conflitto con l’autorità paterna era la genesi del freudiano mito di Edipo, con tanto di castrazione e relativa frustrazione.

Oggi, invece, il disagio della gioventù sembra essere provocato dall’eccessiva permissività dei padri nei confronti dei figli. Permissività che sembra essere avallata da una pedagogia buonista e ipocrita di chiara matrice capitalistica. Infatti, non bisogna mai sottovalutare il perfido messaggio che certe organizzazioni lanciano al mondo intero evaporando il ruolo paterno. Il padre in passato rappresentava la legge, oggi molti giovani lamentano che rispetto alle loro trasgressioni vengono sempre perdonati e compresi: il loro è un grido d’aiuto, sperano che il padre come ontologico rappresentante della legge fermi la loro corsa verso l’auto-distruzione.
Dunque, il ruolo del padre è innanzitutto fornire quel buon esempio che i figli dovrebbero interiorizzare per evitare il fallimento e la continua resa di fronte alle piccole e grandi difficoltà della vita.

Il padre non dovrebbe aver paura di dire NO. Il diniego è di vitale importanza per educare il figlio e per porre il valore non già dell’autorità repressiva, ma dell’autorevolezza che aiuta ed ama con il retto agire. Il padre dovrebbe spingere il figlio all’autogoverno, con ritmo e disciplina. Egli deve donare al figlio il desiderio vitale di realizzare i processi della vita con tranquillità, senza alcuna corsa capricciosa verso mete ubicate fuori da se stesso. Una novità degli ultimi anni, purtroppo, è che non è più il figlio a cercare l’amore del padre, ma è questi che cerca di riconoscere la sua funzione in base all’esigenza di sentirsi amato. Si tratta di una prerogativa inedita nella storia dell’umanità e ribalta la dialettica del riconoscimento: non sono più i figli che domandano di essere riconosciuti dai loro genitori, ma sono i genitori che domandano di essere riconosciuti dai loro figli. Il padre per sentirsi amato abdica alla sua funzione e per risultare amabile dice sempre SI. E’ questa la via maestra per venire meno alla propria funzione e il padre moderno assume spesso questo comportamento per eliminare il disagio del conflitto, per delegare ad altri (la madre, la scuola) la responsabilità educativa.

Dire sempre SI non è educativo, come sostenuto taluni padri nei talk-show televisivi, ma è collusivo di certuni perniciosi atteggiamenti, fino ad essere un chiaro sintomo patogeno della deficitaria relazione padre - figlio. E’ necessario che i figli imparino ad ubbidire ai padri: il no del padre è un dono di grande valore educativo; è nel giusto no che si partorisce il vero dialogo tra un padre e un figlio, che poi, nel tempo, diventerà dialogo interiore del bambino che diventa giovane adulto e finalmente uomo. Nelle società pre-cristiane il padre era il saggio che il figlio incorporava in sé e con il quale dialogava quando partiva per il mondo e anche dopo la scomparsa del padre. Oggi il padre, molte volte, è l’uomo assente che lavora e che delega funzioni di ogni tipo alla madre. Ma la donna, nonostante la buona volontà, non può rivestire un ruolo che per natura non le appartiene. E’ al padre che spetta di donare al figlio il senso del limite, la possibilità nell’avvenire, la fede nella vita.
Il padre per dare fiducia al figlio deve educarlo a sopportare con stoico ottimismo l’insuccesso e il fallimento, ma spesso sono proprio i padri che, di fronte ai limiti contingenti dei figli, entrano in allarme fino a non tollerarne la fragilità. Il padre deve sapere che il figlio deve fare esperienza per riuscire e anche lo scacco è un passaggio di crescita. Per adempiere a questo compito, occorre che il padre sia libero da istanze narcisistiche: al figlio deve donare, in un immenso gesto d’amore, il senso dell’umiltà.
Egli deve sapere che se ciò non si attua ne consegue che i figli non sopportano più l’insuccesso perché a non sopportarlo sono innanzitutto i loro genitori. Il padre non deve mai essere la manifestazione di una pura negazione repressiva, ma piuttosto la donazione della fiducia nell’avvenire. Per adempiere alla funzione de portatore di speranza, egli deve anche non ascoltare una parola insolente o non vedere un gesto offensivo del figlio; il chiudere gli occhi al momento opportuno risulta, a volte, la condizione per proseguire la sua funzione di vita, oltre l’utero materno.

È il doppio compito difficile della funzione paterna: adoperare un no che sia davvero una negazione al momento giusto, e al tempo stesso saper incarnare il desiderio vitale del figlio, accettando anche il moto spontaneo di ribellione senza reprimerlo.
Già Freud insegnava che il ruolo del padre è indispensabile per portare i figli fuori dalla simbiosi con la madre. Per svolgere questo delicato compito, il padre deve iniziare il figlio al mondo dei valori. Se il padre si nasconde, i figli non acquistano confidenza con la vita: la mancata forza la esprimono nella passività, diventando muti utenti di apparecchi televisivi e di computer. Ne consegue che i figli mancano di iniziativa e colorano la loro esistenza del grigiore tipico della tonalità depressiva. Tonalità che è fertile terreno per i mass media. Le funzioni educative e di iniziazione alla vita, che nelle società guerriere e primitive erano compito precipuo dei padri, sono state demandate alle madri e alla scuola, e i padri hanno accettato.

A volte anche di buon grado come degli eterni adolescenti, questo processo.
Il padre deve necessariamente esercitare il ruolo di separazione anche con la figlia.
Il padre sa che i figli non sono suoi, essi hanno per natura un cammino di formazione e di maturazione da realizzare. Si tratta un progetto evolutivo che né il padre, né la madre possono realizzare al posto del figlio.
La società del XXI secolo è però povera di uomini di riferimento. L’educazione dei figli è sempre più affidata alle donne. I padri devono riappropriarsi del loro ruolo educativo per il bene non solo dei figli, ma della società.

Cristina Farina

La chirurgia dei denti inclusi

Se i denti non fanno male e non provocano problemi particolari non vanno tolti

Il dentista moderno non è più considerato “Il Cavadenti”, certamente oggi le terapie conservative
hanno percentuali di successo elevate consentendo nella maggioranza dei casi il mantenimento degli elementi dentali. La Chirurgia Estrattiva si attua soprattutto in situazioni limite, dove vi è la presenza di Patologie Parodontali avanzate che non possono rispondere a nessuna terapia del caso
o in presenza di estese rarefazioni ossee generate da processi infettivi di varia natura che controindicano terapie conservative, ed in ultima analisi ma non in ordine d’importanza nel caso di
Disotontiasi dentali (Inclusioni o alterazioni di posizione) specialmente dei Denti del Giudizio (ottavi) o dei Canini. Le tecniche chirurgiche in caso di elementi dentali in inclusione ossea, variano a secondo del risultato terapeutico che si vuole ottenere; se l’intervento è mirato alla disinclusione per motivi Ortodontici verterà a facilitare l’eruzione dell’elemento dentale e a consentire il posizionamento di attacchi per trazione all’Ortodonzista.

La Chirurgia estrattiva dei denti inclusi si attua quando tali elementi dentali sono posizionati in modo da traumatizzare i denti adiacenti o quando danno origine a sintomatologie dolorose ricorrenti a carattere nevralgico o infiammatorio; spesso ciò accade a livello degli Ottavi inferiori o superiori ma anche dei Canini prevalentemente superiori. Tecnicamente l’avulsione dei denti in inclusione ossea presenta difficoltà di diverso tipo , poiché spesso si è in prossimità di zone anatomiche sensibili come plessi nervosi e vascolari , o vi è il contatto con strutture radicolari di denti adiacenti da preservare.

Il Chirurgo Odontostomatologo e/o Odontoiatra esperto e in possesso delle tecniche chirurgiche adeguate esegue l’intervento in assoluta sicurezza per il paziente rendendo il post operatorio ben tollerato. Concludendo vorrei comunque ribadire che in caso di denti inclusi asintomatici e che non ledono alcuna struttura anatomica o dentale l’intervento di chirurgia estrattiva non deve essere eseguito poiché non avrebbe nessun fine terapeutico, ma sarebbe volto solo all’eliminazione dell’elemento incluso (asintomatico e con un proprio equilibrio anatomico) evitando disagi post operatori al paziente .

DOTT. DONZELLI FABRIZIO

Dimagrire con il Nutrizionista

Dimagrire in salute con il Nutrizionista
INTERVISTA AD ANDREA D’ALONZO, NUTRIZIONISTA DI QUALIFICATA ESPERIENZA, CONSULENTE DELL’ERBORISTERIA IL CERCHIO NEL GRANO
Questo mese l’Erboristeria il Cerchio nel Grano di Aprilia ci ha dato la possibilità di incontrare il dottor Andrea d’Alonzo, biologo, iscritto all’albo dei nutrizionisti che da anni studia e opera nel campo dell’alimentazione. L’Erboristeria Il Cerchio nel Grano oltre ad una vasta offerta di prodotti erboristici e biologici di alta qualità esposti in 160 mq, offre ai propri clienti il servizio di consulenza e dimagrimento grazie alla collaborazione con il dottor d’Alonzo.
Dottor Andrea d’Alonzo quale è la sua “filosofia alimentare”?
“Per ottenere dei risultati efficaci - Ci spiega il dott. d’Alonzo - e duraturi nel tempo bisogna innanzi tutto partire dal soggetto in questione. Ogni soggetto che si presenta ha una storia e un’esigenza diversa. Si può rivolgere al nutrizionista il bambino che va “educato” ad un’ alimentazione corretta, l’adolescente che soffre di disturbi dell’alimentazione come anoressia o bulimia, la donna che si sente poco attraente per qualche kg di troppo, lo sportivo che necessita di un piano all’alimentare specifico, fino alla persona affetta da patologie più o meno gravi.

Per questo è fondamentale strutturare un piano alimentare personalizzato sulla base della propria condizione psicofisica e dei propri gusti, aspetto spesso sottovalutato, motivo per cui non mi servo delle diete computerizzate. Un altro aspetto da evidenziare è quello della nutrizione intesa in senso globale, a tal proposito - ci spiega il dott. d’Alonzo – ho scelto di lavorare in collaborazione con altri professionisti come psicologi, psichiatri ed odontoiatri in quanto gli aspetti trattati da questi specialisti sono strettamente connessi tra di loro”.
Secondo il dott. d’Alonzo lo scopo del nutrizionista è quello di resettare il metabolismo in modo tale da poter ritornare a quello corretto e originale del nostro corpo. Solo dopo aver purificato ed aver resettato il nostro corpo è possibile tornare ad ascoltarlo e capirne le esigenze, questo è anche quello che si prefigge il metodo 3M: non solo perdita di peso, ma una profonda disintossicazione, in modo da permettere all’intero organismo di riordinare e ripristinare tutti i suoi meccanismi energetici sottoposti ai vari stress della vita quotidiana.
A tal proposito uno dei motti dei motti del nostro nutrizionista è la celebre frase dell’architetto Gaudi’ “ L’originalità torna alle origini”.
Per chiedere una consulenza al nutrizionista Andrea d’Alonzo rivolgersi all’Erboristeria Il Cerchio nel Grano via Ugo Foscolo 2/A Aprilia (LT) –Tel.06 92 76 852 www.ilcerchionelgrano.it
Cristina Farina

Meno centimetri con Ionithermie

La procedura innovativa usata in tutta Europa, basata sul processo naturale di disintossicazione del corpo, che permette di ridurre fino a 8 cm in sole 5 sedute
Uno dei punti dolenti per le donne, ma anche per gli uomini, sono i centimetri di troppo e l’inestetica pelle a buccia d’arancia. I trattamenti mirati che troviamo nel mondo del benessere e dell’estetica sono innumerevoli.
Oggi parleremo di un metodo unico creato in Francia nel 1978: Ionithermie.
I risultati sembrano strabilianti, testimonianze raccontano di una riduzione di 8 cm in solo 5 sedute. Questa procedura è stata originariamente progettata per trattare l’artrite, ma oggi è diventata popolare tra uomini e donne che vogliono migliorare la loro figura, ridurre l’aspetto della cellulite senza la necessità di sottoporsi a interventi chirurgici costosi e invasivi.

Ionithermie è un metodo “5 in 1”
-cosmetologia di formule semplici con ingredienti innovativi
-il tepore di una maschera alle polveri minerali con effetti termali
-alghe marine disintossicanti e remineralizzanti
-oli essenziali drenanti nella maschera ioni corps
-2 diversi stimoli diffusi della maschera che diventa un elettrodo gigante per curare una parte estesa del corpo modellandone le curve.

Ogni periodo dell’anno è perfetto per la Ionithermie. Essa puo essere applicato su zone diverse del corpo per risolvere problemi specifici:ventre, cosce , glutei, vita braccia e busto.
I test oggettivi ci mostrano una perdita di centimetri subito visibile e un Importante riduzione delle strato adiposo. La pelle appare subito più bella più soda e morbida con una diminuzione della pelle a buccia d’arancia, la figura si mostra rimodellata e si avverte un immediato benessere immediato nelle gambe. Inoltre il trattamento si rivela anche pratico in quanto non necessita di doccia, anzi è consigliato non farla perché il lavoro della ionoforesi continua ancora per molte ore nel far penetrare i principi attivi dimagranti.
Se volete veramente raggiungere risultati istantanei e radicali per ottenere un corpo sodo e tonificato, questa terapia non invasiva è esattamente ciò che stavate cercando.
Puoi trovare questo efficace trattamento al centro estetico di Aprilia, Mater Salus di Maria Teresa Cologgi.

Cristina Farina

Crystal Hotel di Obergurgl

Impatto zero: eco-design e lusso alpino sugli sci
Crystal Hotel di Obergurgl in Tirolo si è distinto per i suoi sistemi innovativi e rivoluzionari, un perfetto esempio da seguire
Ogni anno in Italia sono sempre di più gli hotel che si aggiudicano l’etichetta ecologica, impegnandosi in azioni semplici e virtuose per risparmiare le risorse naturali (acqua, energia, carburanti e combustibili) e cercando di evitare il rilascio di sostanze dannose nell’ambiente. Tra questi il Crystal Hotel di Obergurgl in Tirolo si è distinto per i suoi sistemi innovativi e rivoluzionari, non soltanto dal punto di vista estetico e architettonico ma anche e soprattutto per l’energia pulita.

Oltre a garantire una perfetta illuminazione naturale grazie alle pareti di cristallo, l’albergo impiega quasi al 100% fonti rinnovabili per riscaldamento, acqua calda, piscina e ventilazione, assicurati da 265 mq di pannelli solari abbinati a pompe di calore di profondità per un totale di circa 8000 metri di perforazioni. Una complessa opera che permette di ridurre le emissioni di anidride carbonica di 225000 kg all’anno, che in una prospettiva di 20 anni significano 4mila e 500 tonnellate di veleno in meno per la natura. Per realizzare questa impresa è stato installato un raccoglitore di energia che può contenere fino a 20000 litri, isolato da una parete di 30 cm e nel quale confluisce l’energia proveniente dall’impianto solare termico, dalle pompe a bassa temperatura e dagli altri accumulatori; questo sistema di riscaldamento e di areazione viene controllato da un computer centrale per evitare gli sprechi e il tutto garantisce un abbassamento dei costi non indifferente, che va direttamente a beneficio dei clienti attraverso il contenimento delle tariffe.

I prezzi risultano particolarmente buoni se si considera pure che il Crystal sorge praticamente sulle piste da sci: la mattina, tolte le pantofole e preso lo skipass (che vendono proprio in hotel) si scende sulla neve e la sera, tolti gli sci, si passa dritti alla SPA e al centro benessere (un vero gioiello, 3 piscine con vista sui ghiacciai e fitness centre).

Nel rispetto dell’ambiente infatti a Obergurgl le automobili non possono circolare, d’altronde se si può passare dalle camere da letto direttamente alle piste, che bisogno c’è? Tutto contribuisce al risparmio energetico e alla salvaguardia della natura alpina, tanto che la prestigiosa guida Condé Nast Johansens ha conferito all’hotel il “green award”: un perfetto esempio da seguire per tutte le strutture alberghiere che non si sono ancora impegnate nel campo dell’ecologia.
Marta Casini

“Prima che tutto sia finito”, un libro di Daniele Lembo

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Biblioteca Bietti
pagg. 210, € 18,00
Settembre 1944. Il conflitto mondiale sta volgendo al termine. Gli alleati angloamericani sono
ormai sbarcati ad Anzio e si apprestano a dirigersi a nord. In questi ultimi decisivi mesi, sullo
scacchiere internazionale fa la sua comparsa una potente arma segreta, in grado di
stravolgere le sorti della guerra: un innovativo “raggio della morte”, inventato dallo scienziato
Guglielmo Marconi. Si dice che abbia il potere di fermare a distanza i veicoli su cui viene
puntato. Le potenzialità di questo strumento sono grandissime, e molte le fazioni che se lo
contendono. Renzo D’Onofrio, maresciallo della Guardia di Finanza presso il Servizio
Informazioni Militare di Roma, viene incaricato di oltrepassare le linee nemiche e di dirigersi a
Milano per impossessarsi del raggio della morte. In un’Italia ormai lacerata dalla guerra civile e
allo stremo delle forze, il maresciallo D’Onofrio incontrerà una bella e misteriosa tedesca, che
ha molti segreti da nascondere…
Daniele Lembo è nato a Minori (SA) nel 1961. Laureato in Scienze dell’Organizzazione e
dell’Amministrazione è iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio. Appassionato di storia del Novecento,
si è occupato, in particolar modo, della partecipazione italiana al secondo conflitto mondiale e ha
prodotto varie cronache sull’argomento. I suoi articoli sono apparsi su Storia e Dossier; Storia del XX
Secolo; Storia del Novecento; Storia Verità; Cockpit; Aeronautica; Area; Ostia Oggi, Latina Oggi.
DAL 1870
NOVITÀ APRILE 2012
«10 Giugno 1940. Una fiumana di popolo, intere famiglie.
Nemmeno su un viso si coglieva però un minimo accenno di
preoccupazione per la tragedia che sembrava incombere…»
Edizioni

Sushi e fertilità maschile

SUSHI PER LA FERTILITA’ MASCHILE

Secondo uno studio dell’università dell’Illinois, il pesce crudo migliora la qualità degli spermatozoi.
Da qualche anno in Italia è esplosa la moda della cucina giapponese: ristoranti giapponesi, aperitivi sushi e cene a tema da gustare con le bacchette ma scopriamo che oltre a fare tendenza il sushi è benefico per la fertilità maschile.

Ma cos’è il sushi? sono piccoli pezzetti di pesce crudo (e non solo) con blocchi di riso, cotto con aceto di riso, zucchero e sale, da gustare con salsa di soia, nella quale è stata stemperata una piccolissima dose di wasabi.

Allora care donne se volete diventare mamme proponete più spesso al vostro compagno cene a base di sushi infatti mangiare pesce crudo se inseriti nella dieta settimanale dell’uomo in maniera regolare, possono essere perfetti alleati per gli aspiranti papà. Secondo uno studio dell’università dell’Illinois, migliora la qualità degli spermatozoi. La testa degli spermatozooi è infatti ricoperta di una membrana ricca di enzimi, fondamentali per la fecondazione. Nella formazione di questa membrana e dell’intera struttura è fondamentale il ruolo degli acidi omega 3 docosaesaenoici (DHA), presenti in pesci come salmone e tonno.
Senza DHA la struttura vitale dello spermatozoo non funziona.

La scoperta è nata proprio dall’osservazione che i topi privi di questa sostanza erano sterili, mentre aggiungendola al cibo ritrovavano la loro fertilità. Già uno studio, realizzato ad Harvard lo scorso anno, aveva dimostrato che una cattiva alimentazione incide sulla fertilità maschile e che gli uomini con una dieta più ricca di cibo industriale e alimenti grassi hanno meno possibilità di avere figli rispetto a chi consuma molti cereali integrali, legumi e pesce.
L’acido DHA, inoltre, è presente nel cervello, nella retina e nei testicoli.

E secondo gli autori dello studio, tra i quali Timothy Abbott, la sua utilità dovrà essere approfondita anche nelle situazioni in cui è necessario migliorare le funzioni cognitive e visive.

Il Trattamento Viso per l’uomo dinamico

Guinot presenta un trattamento esclusivo per l’uomo di oggi che permette di ritrovare, in un’ora, una pelle nuova, più giovane e più tonica

L’uomo di oggi è molto più attento alla propria bellezza rispetto al passato ed il centro estetico anche per l’utente maschile è diventato il primo punto di riferimento nella cura della propria immagine. Ancora non molto tempo fa, nessun uomo degno di questo nome, avrebbe mai avuto l’idea di varcare la soglia di un Istituto di bellezza o di applicarsi ogni mattina una crema, per sentirsi più bello. L’importanza ormai acquisita dall’aspetto, dal look, ha cambiato la mentalità e oggi non sembra più ridicolo o poco virile per un uomo volersi offrire una nuova immagine, preoccupandosi dello stato della sua pelle, o mettersi ogni tanto, magari regolarmente, un momento solo per sé, nell’intimità di una cabina di trattamento. I centri offrono oramai una vasta gamma di trattamenti che risponde a tutte le esigenze della clientela maschile, anche per una questione di ottimizzazione di tempi e risorse; fondamentale, in una società caratterizzata dai ritmi frenetici. Il viso, si sa, è la parte più esposta del nostro corpo per questo tende a perdere tono e vitalità. In tal senso Guinot presenta Hidradermie Très homme, un trattamento esclusivo per l’uomo che permette di ritrovare , in un’ora , una pelle nuova , più giovane e più tonica.
Subito dopo la fine del trattamento, il viso appare più dinamico e in piena forma.
Esso si svolge in 4 tempi:
1 - la pelle è pulita in profondità e respira di nuovo:
la pulizia e l’esfoliazione , realizzate con il Demaquillant Exfoliant, liberano la pelle da tutte le impurità.
2 - ”Dall’energia nella pelle”…
La pelle è dinamizzata, tonificata ed idrata:
L’applicazione del gel di trattamento 2Energisant” Très homme e la sua ionizzazione ricreano vitalità, tono e cancellano i segnio della stanchezza.
3 - “Effetto piena forma”…
La pelle è ossigenata e revitalizzata:
L’ossigenazione indotta dall’alta frequenza , risvegli le pelli già addormentate e restituisce al viso una forma splendida.
4 - 15 minuti di massaggio:
Il massaggio, realizzato dalle mani esperte dell’estetista, riposa i lineamenti e il viso appare più giovane.
Potrete trovare in esclusiva il trattamento HYDRADERMIE al centro estetico La Rosa Del Deserto di Pamela Sciabarrasi.

L’up cycling nel design e in architettura

E’ una vera e propria mania, alimentata dai consumi spropositati e dall’accumulo di oggetti

Bidoni, sedie e poltrone, vecchie biciclette, contenitori e bottiglie di plastica, carta e portoni di legno: potremmo trovarli vicino ai cassonetti delle nostre città, nel salotto o su qualche rivista patinata di interior design. Questi oggetti, che si sono rifatti una vita e ritrovano un uso, sono stati sottoposti a dure operazioni di up cycling, detto anche ‘riciclo creativo’.
I chirurghi dell’up cycling non sono semplici interior designer, ma artisti che recuperano e riassemblano materiali ed oggetti dalla perduta funzione e alla ricerca di una nuova identità.
Artisti perché vedono in vecchie casse di vino, specchi e semplici assi di ponteggio, potenzialità ed energie inespresse, storie da raccontare; Artigiani perché ogni pezzo è unico e realizzato a mano; imprenditori, perché lavorano nell’ottica di una produzione in serie senza eccessi di offerta; poeti e filosofi del rifiuto, perché si oppongono all’economia capitalista, che definisce tempi, costi ed efficienza degli oggetti e realizzando qualcosa che è diverso, imperfetto e vissuto.
Borisbally utilizza cartelli stradali per realizzare coloratissimi arredi e accessori domestici, YukenteruyaStudio usa sacchetti di Mac Donald’s, rotoli di carta igienica o di pizza per realizzare installazioni raffinatissime, Junktion disseziona le macchine da scrivere realizzando gigantesche figure umane anatomicamente corrette.
L’up cycling è una vera e propria mania, alimentata dai consumi spropositati e dall’accumulo di oggetti e relativi incarti; dilaga, perciò, in tanti settori: arte, interior design, moda, hobbistica e, con risultati sorprendenti, anche in architettura. Citiamo progetti realizzati con tre materiali sottratti al cassonetto, a dimostrazione che sbarazzarsi di oggetti inutili è tanto sbrigativo quanto antieconomico e anticreativo.
Nelle abitazioni o al parrucchiere vi sono sempre cumuli di riviste patinate e coloratissime che, prima o poi, saranno soppiantate da altre, in un ciclo cadenzato da mode e gossip. Elding Oscarson ha realizzato un’intera parete a Oktavilla con pile di vecchie riviste legate per anno, creando una separazione – finestre e porte annesse - che crea un pattern lineare e raffinato.
I bancali o pallets furono usati durante la seconda guerra mondiale dai militari americani per movimentare le merci; in legno o plastica, sono ora utilizzate come pedane d’appoggio per spedizioni e spostamenti prodotti; ottima soluzione per limitare danni causati da superfici umide e risparmio di tempo, diventano onerosi nello smaltimento. Seconda chance per il pallets è data dall’ up recycling, utilizzati per allestimenti, panche e tavoli per esterni come nel Parking day di Torino; diventano elemento caratterizzante dell’ufficio Brandbase dei Most Architecure, per realizzare gradonate, sedie e scrivanie scalettate, o modulo di un intero padiglione temporaneo come il Pallet Pavillion di Matthias Loebermann.

I vantaggi della Posta Privata

Un servizio per risparmiare tempo e denaro

Oggi risparmiare tempo e denaro è importante, se la tua azienda ha necessità di spedizioni ogni mese una delle soluzioni possibili è scegliere la posta privata che può cambiare il tuo lavoro e la tua vita.
Noi abbiamo cercato di elencare 10 motivi per scegliere gli uffici di spedizione di posta privata che sono nella tua città.

Risparmi
Rispetto alle tariffe standard di Poste Italiane. Offrono inoltre gratuitamente numerosi altri servizi.
Non compili moduli
Quando devi spedire numerose raccomandate la compilazione dei moduli diventa un lavoro lungo e faticoso. Se affidi a un ufficio di posta privata la tua corrispondenza non te ne dovrai preoccupare, pensano a tutto loro.
Non fai file allo sportello
Le spedizioni non sono la tua attività principale, perché perdere tempo in fila ad uno sportello quando potresti concentrarti su altro? Chiamando i loro uffici un corriere verrà a prendere la corrispondenza presso l’ufficio.
Hai sempre la fattura
Poste Italiane non rilascia fattura per prioritarie e raccomandata, scaricare così questi costi diventa un’impresa. Le Poste private, invece, inviano la fattura ogni 30 giorni.
Archiviazione ottica
In caso di smarrimento delle ricevute firmate dal destinatario, hai la possibilità di avere copia conforme all’originale, grazie all’archiviazione archiviazione ottica per 3 anni.
Nessun limite di spedizioni
Se decidi di affidarti a alle Poste Private non dovrai garantire alcun limite minimo di spedizioni.
Nessun canone
Paghi solo quello che spedisci.
Giacenza Gratuita
Le spedizioni con esito negativo rimarranno in giacenza presso i loro uffici per 30 giorni senza alcun costo aggiuntivo.
Ritorno al Mittente gratuito
Qualora, trascorsi i 30 giorni della giacenza, la corrispondenza dovesse essere ancora presso gli uffici la rispediranno indietro senza alcun costo aggiuntivo.
Nessuna società intermediaria
Consegnano loro stessi la corrispondenza in tutta Italia. A questo punto se con questo nuovo servizio riusciamo a risparmia tempo e denaro e abbiamo la garanzia che la posta arriva a destinazione perché non provare?