Batteriosi del kiwi
PER COLDIRETTI E’ L’ORA DEI FATTI
Nel corso degli ultimi mesi si è da più parti lanciato un grido di allarme per la situazione che è diventata ogni giorno sempre più esplosiva in merito al diffondersi della batteriosi negli impianti di kiwi della provincia.
Coldiretti, ha promosso, nel corso delle ultime settimane, una serie di incontri sul territorio al fine di poter analizzare la portata di questo grave fenomeno che rischia di distruggere una realtà produttiva in Provincia di Latina che, è appena il caso di ricordare, si segnala per essere il territorio maggiormente investito a kiwi della Comunità Europea.
Ci sono stati anche Tavoli Verdi promossi dalla Provincia dove, purtroppo, l’unica verità emersa è stata quella di un sostanziale ritardo da parte della ricerca nel dare adeguate risposte atte a fronteggiare la grave batteriosi.
Adesso è il momento di cominciare a passare dalle analisi ai fatti – afferma Coldiretti Latina. Occorre muoversi su tre fronti:
il primo riguarda una necessaria accelerazione sul piano della ricerca, al fine di individuare reali soluzioni al problema. Il mondo della ricerca ha preannunciato infatti, che occorrerebbero ancora circa 3 anni per poter dare un’efficace soluzione. Coldiretti Latina fa notare che tempi così lunghi rischiano nel frattempo di provocare la distruzione del comparto. Occorre che il Tavolo di coordinamento regionale, d’intesa con il competente Ministero nazionale, dia un sostanziale impulso alla ricerca per accorciare i tempi necessari per risposte efficaci.
Il secondo fronte, certamente di non facile soluzione ma strettamente legato ai risultati prodotti dal precedente, è quello di reperire le risorse finanziarie necessarie per fronteggiare i danni alle imprese agricole produttrici di actinidia. Coldiretti ritiene che occorre velocemente agire su due strade:
• quella dell’applicazione della Legge Nazionale 102 sulle avversità atmosferiche e calamità naturali, per quanto riguarda la declaratoria di riconoscimento dei territori colpiti, al fine di poter prevedere l’applicazione dei benefici contributivi e fiscali previsti nei casi di calamità, ed il rinvio delle cambiali agrarie;
• quella dell’applicazione del Reg. CE n. 1857/2006 che all’art. 10 prevede la possibilità di fornire aiuti relativi alle fitopatie ed alle infestazioni parassitarie fino ad un massimo di 50 milioni di Euro senza incorrere nell’obbligo di notifica alla CE ed in deroga alle direttive riguardanti il divieto degli aiuti di Stato.
Coldiretti Latina sottolinea che, l’applicazione di questo Regolamento comunitario rispetto all’applicazione delle norme previste dalla L.N. 102, accorcia in maniera esponenziale i
tempi di erogazione dei contributi agli imprenditori agricoli colpiti e permette un’intensità lorda di aiuto che può arrivare anche a coprire il 100/100 dei danni subiti e delle spese necessarie al ripristino della produttività degli impianti.
Ma qui sta il problema: se la ricerca non fornisce chiare indicazioni circa i rimedi necessari per fronteggiare la batteriosi, (ad es. estirpazione degli impianti e reimpianto degli stessi piuttosto che pratiche meno invasive ma che permetterebbero ugualmente la eradicazione del fenomeno) diventa difficile poter quantificare l’importo necessario per porre in essere una sistematica campagna di lotta alla batteriosi.
Il terzo fronte su cui bisogna immediatamente agire è dato infine dalla necessità di porre in essere, da parte della Regione Lazio, un più efficace sistema di certificazione sui vivai interessati alla vendita delle piante di actinidia da mettere a dimora negli impianti delle imprese agricole. Se non si interviene in maniera decisa anche in questo campo, si rischia infatti di riproporre in futuro nuovamente le stesse condizioni che hanno provocato il propagarsi della batteriosi.
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