Organismi Geneticamente Modificati
Gli Ogm li mangiamo da tempo!
Cibi normalmente consumati contengano una percentuale di Organismi Geneticamente Modificati
Cioccolato, salsa, olio, cereali, biscotti, cracker, croissant. Un elenco di cibi che mangiamo, che ci piacciono e che decisamente non reputiamo facciano del male alla nostra salute. Eppure contengono tracce di Ogm, diventando così veri e propri cibi biotech – organismi geneticamente modificati che non sappiamo ancora quali effetti possono avere sul nostro organismo. Se ne riparla oggi a causa della bagarre tra l’Unione Europea che ha autorizzato la coltivazione della patata Ogm (conosciuta come Amflora che contiene un gene che le conferisce la resistenza ad alcuni antibiotici) e il ministro alle Politiche Agricole Luca Zaia il quale tuona: “Mai la patata trans varcherà i confini nazionali”.
Non è questo un paradosso? Ricapitoliamo. Ufficialmente in Italia non si possono coltivare cibi Ogm ma ciò non toglie che cibi normalmente consumati contengano una percentuale di Ogm inferiore allo 0,9 (dosaggio minimo non necessariamente dichiarato nelle etichette). Tuttavia c’è anche da dire che al di sopra di questa percentuale – ritenuta comunque sicura per la nostra salute – al momento non si trova nulla di transgenico sugli scaffali dei nostri supermercati. In parte li mangiamo già, dunque, e continuando l’elenco possiamo aggiungere quasi tutti quei cibi contenenti soia, mais o i loro derivati. La soia Ogm difatti costa meno e quasi nessun allevatore (nemmeno quelli che si fregiano del marchio Dop) si può permettere di foraggiare il suo bestiame con colture mediterranee. “Anche perché – come spiega il chimico Dario Bressanini - oggi le tecniche che agiscono sul Dna sono molto più sofisticate e sicure: sulle piante Ogm vengono fatti centinaia di controlli, cosa che non avviene per le piante spontanee”.
Riguardo agli effetti che l’Ogm ha sulla nostra salute, niente è sicuro e certo circolano a riguardo parecchi falsi miti. Innanzitutto nessuno di noi potrebbe mettere la mano sul fuoco affermando di non aver mai ingerito nulla di geneticamente modificato. Basti pensare che il lievito di birra può essere trans – e chi non ha mai bevuto una birra? – e che alcuni detersivi per i piatti comunemente usati in cucina contengono un agente modificato che mangia il grasso. Sembra proprio che non si possa prescindere dall’ingerirli, sembra proprio che non si possano evitare, sono dovunque. In realtà il paradosso sta all’origine: se infatti è vietata la coltivazione transgenica (e quindi l’utilizzo delle colture transgeniche come cibo per gli animali), è permessa invece l’importazione di mangimi contenenti soia, mais o colza modificati. Secondo alcune stime i nostri bovini, suini e polli ingerirebbero circa 3,5 milioni di tonnellate di soia Ogm all’anno. Il che fa sì che anche carne e latte siano aggiungibili all’elenco in questione.
Laura Riccobono
Leave a Reply