Orto in città, relax, salute e risparmio
L’orto in città, relax, salute e risparmio
Oggi ad Aprilia e Cisterna si muovono i primi passi per la sua realizzazione
Relax per la mente, salute per il corpo. La coltivazione degli orti in città è un fenomeno recentissimo, che attinge le sue origini dal periodo pre-industriale, quando città e campagna convivevano insieme. Questo conferiva alle città un aspetto per così dire “paesano”, snobbato poi per anni e oggi tornato in auge grazie alle feste Vip dei divi di Hollywood a base di primizie dell’orto coltivate sulla veranda o sull’attico.
La rinuncia agli orti urbani – avvenuta per tutto il Novecento – si basa sulla convinzione che la “gente di città” fosse diversa dalla “gente di campagna” con un settore primario relegato fuori dai centri del potere economico, politico e culturale. L’orto cittadino – se scampato a questa divisione – divenne dunque una stranezza guardata con sospetto ed avversione perché simbolo di una condizione economica inferiore. Opinione condivisa da gente comune e architetti, infatti, era (e in parte lo è ancora) che la città fosse luogo per parchi e giardini, non per antiestetici e poveri orti. Il rilancio dell’orto urbano – non a caso – arriva intorno agli anni Ottanta, in concomitanza con la crisi economica che colpì tutta Europa. Inoltre a partire da quegli anni, inizia a farsi largo nella popolazione una preoccupazione alimentare legata al crescente inquinamento. Sapere cosa si mangia per se stessi e per i figli diventa quindi primario. E ricompare in tutta Europa e in America la vecchia istituzione dell’orto, stavolta “senza casa”, ovvero collocato all’interno del tessuto urbano ma di proprietà di associazioni o delle amministrazioni comunali ed assegnato a coltivatori non professionisti. Con alti e bassi questa “istituzione” si è protratta fino ad oggi. Anche nelle nostre zone i Comuni stanno provvedendo ad installare degli orti. Essenziale è il rispetto di tre parametri, infatti queste aree devono: essere di proprietà comunale o di disponibilità pubblica; essere lotti incolti, aree di “risulta” o terreni privati ma in stato d’abbandono da diverso tempo ascrivibili al patrimonio pubblico; essere posizionati all’interno dell’abitato cittadino sia esso in centro o in periferia. Nello specifico ad Aprilia l’Associazione Asso di Picche ha individuato le aree di via Pergolesi, via Scarlatti, via Stradivari, l’area adiacente la scuola Montegrappa, via delle Margherite e via Carlo Cattaneo e ha formulato formale richiesta all’Amministrazione per avviare il progetto. Inoltre l’Associazione auspica di raggiungere l’obbiettivo di creare un Mercato a Kilometri Zero così da favorire la compravendita dei prodotti. Anche a Cisterna di Latina il Comune ha stanziato dei fondi per rendere “urbano” l’orto situato nella struttura del Centro Polivalente del quartiere San Valentino. Accorrete numerosi!
Articolo di Laura Riccobono
guardate qui:
www.gliortidellacoccinella.it
delle bellissime strutture per coltivare un orto in terrazzo o balcone
ciao