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Serre a rischio concorrenza sleale, serve ripristinare l’esenzione sul gasolio


In Italia rischia di essere azzerata la produzione in serra di fiori e piante ornamentali e di ortaggi, per effetto dell’insostenibile aumento del costo del gasolio destinato al riscaldamento delle serre. Sono questi gli effetti della  soppressione, nei giorni scorsi, nel “provvedimento Milleproroghe” dell’emendamento che ripristinava, rendendola compatibile con le norme comunitarie,  l’agevolazione sull’accisa zero per il gasolio utilizzato per il riscaldamento delle serre. Sono oltre tre mesi che i produttori orto-floro-vivaistici italiani sono costretti a pagare il gasolio il 22% in più rispetto al passato, tra l’altro in un inverno dal freddo record, da quando una circolare dell’Agenzia delle Dogane del 3 Novembre ha sospeso l’esenzione totale dell’accisa sul gasolio utilizzato per le coltivazioni sotto serra, nonostante il Ministero delle Politiche Agricole, dopo l’intervento della Coldiretti, avesse ribadito che l’agevolazione doveva essere erogata.
Anche la Coldiretti pontina, in sinergia con la sua Organizzazione Nazionale, ha più volte in questi ultimi mesi sollecitato le Istituzioni Provinciali e gli esponenti politici del territorio ad attivarsi per fare pressing sul ripristino dell’agevolazione. Infatti in Provincia di Latina le coltivazioni orticole e floro-vivaistiche sotto serra rappresentano una parte cospicua del settore agricolo e l’impatto negativo del mancato provvedimento agevolativi si farebbe sentire molto pesantemente sulla tenuta competitiva di queste aziende, già in forte difficoltà a causa delle innumerevoli distorsioni di mercato che stanno subendo. Il problema è stato sollevato anche nell’incontro avuto con il Prefetto di Latina S.E. Antonio D’Acunto a coda dell’imponente manifestazione che la Coldiretti Provinciale aveva organizzato a Fondi lo scorso 27 Gennaio, con la partecipazione di oltre 200 trattori e migliaia di produttori agricoli dell’areale del “Triangolo D’Oro” (Sabaudia, Terracina, San Felice Circeo) e della Piana di Fondi (Fondi, Monte San Biagio e Sperlonga), zone della Provincia di Latina dove si concentrano le coltivazioni orto-floro-vivaistiche sotto serra e dove viene utilizzato il gasolio per il riscaldamento principalmente nei mesi che vanno da Dicembre ad Marzo in caso di repentino abbassamento delle temperature sotto una soglia termica variabile in funzione del tipo di coltivazione in atto. Quest’inverno a causa dei livelli bassi delle temperature gli impianti di riscaldamento hanno funzionato in modo molto spinto.
Il settore orto-floro-vivaistico ha dimostrato negli ultimi anni di essere uno dei più dinamici e positivi per l’economia agricola italiana, capace di generare un saldo attivo per l’Italia pari a oltre 150 ML di Euro.
Si ricorda che l’agevolazione sul gasolio è fondamentale per la competitività delle imprese che si devono confrontare sul mercato con partner comunitari per i quali il costo dell’energia è inferiore e dove vengono erogate agevolazioni per abbattere il costo delle fonti energetiche; per non parlare dei paesi extracomunitari favoriti da un clima più caldo. Negli ultimi anni le imprese, pur in presenza dell’esenzione dall’accisa, hanno dovuto spesso cambiare coltivazioni, proprio per i costi insostenibili del riscaldamento.
La sospensione dell’esenzione dall’accisa per il gasolio utilizzato in serra potrebbe essere la decisione che porta a chiudere attività minate nel corso degli anni dalla concorrenza di aziende poste in parti del modo dove non solo si è favoriti dal clima, ma dove si pratica anche lo sfruttamento della manodopera e si utilizzano pratiche di coltivazione bandite dall’Ue per i risvolti negativi sull’ambiente e sulla salute umana.
La decisione - sottolinea la Coldiretti - è stata assunta inspiegabilmente “anche in assenza di un’espressa abrogazione della norma nazionale” sulla base della “declaratoria di incompatibilità dell’esenzione in questione formulata dalla Commissione Europea”, nei confronti della quale però il Ministero delle Politiche Agricole ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia Europea e si è in attesa di un pronunciamento nei prossimi mesi.
Coldiretti chiede che venga immediatamente ripristinata l’agevolazione per il riscaldamento delle serre, che sia trovata una soluzione, compatibile con le norme comunitarie, per il futuro delle imprese orto-floro-vivaistiche italiane e pontine.

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