VIA DAGLI SCAFFALI IL FALSO MADE IN ITALY
Non si arresta la grande mobilitazione Coldiretti per sapere “cosa arriva in Italia e dove va a finire”. Duemila imprenditori agricoli laziali, tra cui una folta rappresentanza di agricoltori pontini, lasceranno le proprie aziende e, in sintonia con i loro colleghi che da tre giorni presidiano il valico del Brennero, si recheranno domani, giovedì 23 luglio, dalle ore 10.00 al Centro Commerciale Euroma 2 uno dei più grandi del Lazio, collocato all’ingresso della Capitale all’EUR per difendere il vero made in Italy agro-alimentare dalle tante importazioni alimentari che finiscono negli scaffali della grande distribuzione, magari spacciate per italiane. Così dopo l’occupazione del Brennero e degli altri valichi di frontiera, il presidio nei porti e nei palazzi della politica Coldiretti mette in atto una nuova, clamorosa, forma di protesta per denunciare gli imbrogli che danneggiano i produttori agricoli e gli ignari consumatori, alle prese con il caro vita e l’assoluta mancanza di trasparenza su ciò che acquistano. Altri imprenditori agricoli pontini saranno poi di fronte a Montecitorio per sollecitare il Parlamento all’approvazione della legge sull’obbligo di indicazione del luogo di origine nei prodotti agro-alimentari. “Chiediamo norme – dichiara Enzo galetto, direttore di Coldiretti Latina - che permettano di mettere in trasparenza la produzione italiana in modo che i consumatori sappiano finalmente quello che mettono in tavola. Per Coldiretti il rispetto delle regole è fondamentale, per un’agricoltura sana e sicura al servizio dei cittadini. L’obiettivo è realizzare un grande sistema agro-alimentare che premi i produttori e offra ai consumatori prodotti di qualità con origine certa e a prezzi competitivi“. Intanto hanno riservato non poche sorprese i carichi dei TIR bloccati e controllati dai presidi di agricoltori della Coldiretti assiepati nei principali porti e frontiere italiane. Alcuni esempi con riflessi sull’economia dei territori italiani: un migliaio di quintali di olive in salamoia provenienti da Grecia e Cipro e diretti in provincia di Caserta e magari diventare “Olive di Gaeta”, quintali di concentrato di pomodoro provenienti dalla Grecia destinazione Nocera Superiore e destinato a diventare “passata di pomodoro verace”, pomodori a grappolo prodotti in Olanda e diretti a Cerignola, con la raffigurazione della maglia poderale della provincia di Foggia sulla confezione. “Non possiamo più consentire – afferma il Presidente della Coldiretti Provinciale di Latina, Daniela Santori – da una parte il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come Italiano, dall’altra parte il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i nostri prodotti agricoli a causa di uno strapotere contrattuale da parte dei nuovi poteri forti della filiera agro-alimentare. E’ evidente la condizione di forte disparità in termini di concorrenza tra gli imprenditori agricoli che operano nell’ambito della legalità e quanti agiscono in spregio alle norme. Per Coldiretti il rispetto delle regole è fondamentale per un’agricoltura sana e sicura al servizio dei cittadini consumatori”.
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