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Rocca Calascio, borgo fantasma che riprende a vivere


Rocca Calascio, borgo fantasma che riprende a vivere

La storia di un paese Abruzzese rinato dopo anni di abbandono.

E’ il più alto insediamento di tutto l’Appennino. Il panorama è ineguagliabile, lo sguardo spazia dalle vette del Gran Sasso con la cima del Corno Grande (2912 metri) e con i monti Prena e Camicia, alla Maiella ed al Morrone, ai Monti Marsicani, ai più vicini Sirente e Velino. Era quasi un anno e mezzo fa, quando mi recai a vedere il borgo ma soprattutto il castello di Rocca Calascio insieme alla mia famiglia. Era estate e faceva caldo, molto caldo e per raggiungere questo bellissimo posto abbiamo dovuto lasciare l’auto in un parcheggio, ricavato da una sporgenza della montagna. Il tragitto era molto insolito, il primo tratto si percorreva tranquillamente perché asfaltato dopodiché era molto sconnesso, sembrava quasi un’arrampicata, ma non immaginavo ciò che si sarebbe presentato davanti ai miei occhi. Ci arrampicammo per circa 1 km prima di arrivare alla roccaforte. La roccaforte si divide in 3 parti: il borgo, la chiesa e il castello.

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Il borgo si sviluppava ai lati di una scalinata, tutto ciò che mi circondava era costruito con pietre millenarie ma tutto era disabitato e pericolante. Chiunque andava a visitarlo poteva entrare e uscire da quelle vecchie case, stalle e fienili. Tutto era avvolto da piante rampicanti, piccoli arbusti e piante selvatiche. Salendo ancora tutto sulla destra si ergeva la chiesetta di S.Maria della Pietà, una chiesa a base ottagonale, che viene aperta una sola volta al mese (quando si svolge la santa messa) e spesso in inverno non viene svolta per l’inagibilità causata dalla troppa neve. Il castello è l’ultima tappa, dove si raggiunge il punto più alto della montagna, purtroppo era inagibile poiché il ponte che collegava l’entrata era quasi tutto distrutto e, per me, è stata una delusione. Il panorama che mi circondava però mi aveva appagato, giravo su me stessa e dovunque andava il mio sguardo incontrava montagne, valli estese, campagne verdeggianti e anche tante rocce e se allungavo le mie braccia sembrava che potessi toccare le nuvole! Quest’estate per curiosità ci sono ritornata e ho trovato molte cose cambiate. Il borgo era stato rimesso in sesto quasi del tutto, molte delle stalle sono diventate mini appartamenti e camere che affittano ai turisti (moltissimi stranieri), hanno aperto un bar ed un piccolo ristorante che serve cose legate alla tradizione locale, con mia grande gioia sono potuta entrare nel castello, poiché è stato ricostruito il ponte e ho visitato l’interno salendo anche sulla torre e da lì la veduta era sempre spettacolare come l’avevo lasciata. La sensazione fu la stessa, era emozionante avere tutto ai miei piedi, questo posto di meraviglia mi aveva ancora una volta avvolto nella sua natura spettacolare. Sembrava di essere entrata dentro un racconto fiabesco, in un film, e già perché questo scenario ha fatto da sfondo a parecchi film, film come “Il nome della rosa”,”Lady Hawke”, e persino il film su “Padre Pio”. La scoperta di questo posto, non la scorderò mai, per tutte le belle sensazioni che mi ha lasciato dentro.
Consiglio vivamente a tutti di amare il nostro paese, soprattutto ai ragazzi come me, perché prima o poi si scoprono posti come Rocca Calascio che possono farti innamorare delle cose antiche, vecchie e persino delle rocce e soprattutto di luoghi dove i nostri antenati hanno costruito la storia e le nostre tradizioni, cose di cui vado molto orgogliosa!!!

Storia del castellooptical communications
Il castello di Rocca Calascio è stato costruito intorno all’anno Mille e all’inizio consisteva solo di una torre quadrata, mentre le aggiunte successive risalgono al XV secolo. Interamente in pietra e d’uso esclusivamente militare, il castello è posto in una situazione ambientale favorevolissima dal punto di vista difensivo.
Oggi il castello presenta una pianta quadrata con torrioni circolari d’angolo e un maschio quadrato centrale.

La storia del borgo
Il borgo, posto a nord rispetto al bastione, era abitato sino al primissimo dopoguerra; fu sottoposto a numerosi restauri conservativi necessari per impedire lo sfacelo provocato dall’abbandono delle strutture abitative (peraltro già iniziato dopo il rovinoso terremoto del 1703). Accanto a forme di restauro, per così dire “pubbliche” vanno segnalati anche interventi di semplici appassionati della montagna abruzzese che hanno contribuito con i loro interventi al recupero del sito. Il borgo è collegato alla rocca vera e propria grazie ad un ponte di legno.

DOVE SI TROVA
Rocca Calascio è nel cuore dell’Abruzzo Aquilano, sui contrafforti meridionali del massiccio del Gran Sasso, nel Parco Nazionale. Situata a 1500 metri, è il più alto insediamento di tutto l’Appennino. Il panorama è ineguagliabile, lo sguardo spazia dalle vette del Gran Sasso con la cima del Corno Grande (2912 metri) e con i monti Prena e Camicia, alla Maiella ed al Morrone, ai Monti Marsicani, ai più vicini Sirente e Velino. Recentemente una giovane famiglia, l’unica residente tra i ruderi del borgo, ha ristrutturato un antico palazzo trasformandolo nel Rifugio della Rocca, un luogo di ristoro dove è possibile gustare dolci e piatti tipici abruzzesi. Un posto di ritrovo già rinomato tra gli appassionati di montagna. Nel borgo disabitato di Rocca Calascio, il Rifugio della Rocca, ospitato in un edificio del ‘400, dispone di un ristorante caratteristico, di una camerata da 16 posti per gruppi, di camere e appartamenti in altri edifici del borgo. Al Rifugio si può pernottare tutto l’anno, per visitare il borgo della Rocca con il castello e la chiesa, gli splendidi borghi medioevali e le montagne del Gran Sasso e si possono fare escursioni nel Parco Nazionale, praticare mountain bike, fare sci di fondo ed arrampicate. Per informazioni: www.roccacalascio.it

Testo di Sara Marzocchi
Studentessa della classe II C dell’Istituto Comprensivo “G. Pascoli” di Aprilia

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