Il Museo delle “Bufale” a San Diego

Hoaxes, il Museo delle Bufale a San Diego per esplorare il mondo dell’inganno

Hoaxes sono le bufale, le notizie prive di fondamento, la notizia è che sono sempre esistite ma in questi ultimi anni, causa la “rivoluzione digitale” e i “social media”, sono cresciute a dismisura.

Forse il problema non sono tanto e solo i social media e internet, quanto il decadere del pensiero critico e dell’educazione ai media.
Che si tratti di misinformazione, ovvero la condivisione in buona fede di notizie false, o disinformazione, che consiste nel creare consapevolmente e diffondere informazioni che si sa essere false, la “bufale” hanno per alcuni reso evidente l’ingresso dell’umanità nell’era della post – verità.

Il Museo delle Bufale – Hoaxes Museum

The Museum of Hoaxes nasce nel 1997 e si propone di esplorar e il mondo dell’inganno. Ha sede a San Diego, in California. Il sito è facilmente navigabile, naturalmente è in inglese.

Il visitatore imbufalito può esplorare le fake – news tramite il menù “Explore” in cui troverà una tassonomia della disinformazione così articolata:
Foto false
Pesce d’Aprile
Categorie
Cliccando su “more” si potrà accedere a una più complessa classificazione di categorie ordinate alfabeticamente, tra cui selezionare quella che ci interessa. Cliccando su una di queste si aprirà la pagina che contiene tutte le fake – news ad essa relative. Per esempio, cliccando su religion, abbiamo a disposizione: la donazione di Costantino, la papessa Giovanna o la più recente notizia (falsa) dell’acquisto della chiesa cattolica da parte di Microsoft (1994). Selezionando una di queste news si accede a una scheda in cui vengono fornite le informazioni necessarie a ricostruire origini, caratteristiche e diffusione della fake – news e, con buona pace dei sostenitori di una interpretazione in chiave filosofica “post moderna” della post verità, in tutti i casi esaminati si può quasi sempre distinguere tra verità e falsità.
Altro modo per accedere all’archivio delle fake – news è quello di utilizzare la timeline selezionando un’epoca storica.

Un sito utilissimo e che va incontro ai tre obiettivi che occorre perseguire se si vuole fare davvero qualcosa contro le fake – news e la disinformazione: individuarne la grammatica, comprenderne le modalità di diffusione e le motivazioni di chi le crea e di chi le diffonde.

I siti anti – bufala in Italia

Esistono molti siti italiano che si preoccupano di indagare sulle fake – news e rivelare le bufale che vengono condivise nei social media. Spesso capita di verificare una notizia andando a guardare il primo sito “anti-bufale” che ci capita a tiro di motore di ricerca. Ebbene, occorre prestare particolare attenzione all’affidabilità del sito anche in questo caso, esistono infatti siti anti-bufale che in realtà pubblicano bufale allo scopo di attirare traffico e guadagnare con la pubblicità.
Questi alcuni dei principali siti antibufale italiani:

Wired.it antibufala: ha in archivio 434 storie che possono essere consultate tramite un menù formato da 5 voci: tutto, articolo, gallery, video, data
Butac: acronimo di “Bufale un tanto al chilo”, nasce per combattere contro: “bufale, disinformazione, allarmismi gratuiti e frodi online”, è uno dei punti di riferimento per la lotta alle bufale in Italia. Si possono cercare le bufale o ricorrendo al motore di ricerca o esplorando le categorie del menù che sono: The black list, vaccini, i complotti del 9/11, Topics.
Il Disinformatico: blog di Paolo Attivissimo, tra i più noti ed esperti cacciatori di bufale e debunker italiani, lui stesso si definisce: “giornalista informatico e cacciatore di bufale”. Il sito presenta un archivio molto ricco e varie categorie tra le quali andare alla ricerca della bufale. Utili la categoria “etichette” che presenta i tag, cliccando sul tag che ci interessa compariranno tutte le bufale etichettate con quella parola chiave. L’archivio presenta tutte le news del sito (diverse migliaia) ordinate in base alla data di pubblicazione a partire dal 2003. Molto utile consultare connessioni, dove si possono trovare link utili per la caccia alle bufale o servizi contro truffe e altre forme di inganni.
Bufale e dintorni: sito attivo dal 2011, si possono cercare le bufale o cliccando sulla categorie che ci interessa o tramite l’archivio che permette di cercare per data di pubblicazione.
Bufale.net: sito dedicato a illustrare e documentare bufale, truffe, casi di disinformazione. Interessante la citazione tratta dalla definizione di bufala dell’accademia della Crusca: “menare per il naso come una bufala”, ovvero portare a spasso l’interlocutore trascinandolo come si fa con i buoi e i bufali, per l’anello attaccato al naso. Mentre la sezione dedicata all’allarmismo si occupa della “tendenza a preoccuparsi o a generare timore negli altri anche in assenza di validi motivi favorendo una condizione di paura collettiva derivante dall’annuncio di imminenti pericoli.”

Le altre sezione del menù sono: Truffe, Notizie Vere,  Precisazioni (notizie vere ma che necessitano di spiegazioni ulteriori).
Esistono anche altri siti e servizi contro le bufale e i siti segnalati ne propongono vari elenchi, la cosa interessante e disperante è che ogni sito anti-bufala è costantemente sotto attacco. A ciascuno di essi è stata più volte rivolta l’accusa di promuovere bufale e diffondere subdolamente disinformazione  dietro il paravento della lotta alle bufale.

La Grammatica della disinformazione

In un articolo di Angelo Romano, è presente una interessante infografica in cui si cerca di fornire una guida alla grammatica della disinformazione. Sono infatti rappresentati 7 differenti tipologiedi disinformazione:

collegamento ingannevole: titolo, didascalia, immagine, sottotitolo, etc. non sono congruenti o pertinenti al contenuto;
contesto ingannevole: contenuto vero ma inserito in un contesto di informazioni false;
contenuto ingannatore: viene citata una fonte falsa;
contenuto completamente falso: il fatto è consapevolmente inventato per ingannare in genere allo scopo di generare traffico con i clic;
contenuto manipolato: rielaborazione di informazioni o immagini;
uso manipolatorio della satira: siti di finta satira che mirano a tranne in inganno.
Il tentativo di definire una “grammatica della disinformazione” è importante ed essenziale per impostare una strategia didattica non contro le bufale, ma per la formazione al “pensare criticamente”.

La Scuola e le Bufale tra fake – pedagogia e mis-innovazione

Imparare a districarsi nell’enorme mole di informazioni con cui entriamo in contatto ogni giorno, distinguendo i fatti dai dati inventati, è ormai diventata una necessità forte di oggi. A maggior ragione per gli studenti che cominciano a scoprire il mondo in autonomia: hanno bisogno di acquisire gli strumenti giusti per poter leggere la realtà con consapevolezza e sguardo critico.

Un passo importante verso questo obiettivo è insegnare ai più giovani a distinguere le notizie e le fonti di informazioni attendibili dalle cosiddette fake news, le “bufale” che circolano in rete (e non solo) e che possono alterare la corretta percezione dei fatti. È un tema di cui si torna spesso a parlare, non soltanto nel mondo della scuola e dell’istruzione, ma anche più in generale in quello politico e della comunicazione (si è recentemente concluso il Prix Italia 2017, un concorso internazionale della Rai centrato su programmi di qualità per televisione, radio e web, che ha intitolato proprio l’edizione di quest’anno “Back to Facts. La realtà contro le false notizie”).

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