Velletri, porta la droga al figlio in carcere

Droga al figlio in cella, la denuncia del Sindacato UGL Polizia Penitenziaria

Cocaina nascosta nel brick: tentativo di introduzione di droga al carcere di Velletri. L’episodio si è verificato venerdì presso la Casa Circondariale di Velletri alla fine dei colloqui tra i detenuti e i parenti. A portare la droga all’interno del carcere è stata proprio un parente, un’insospettabile: una mamma.

La donna aveva nascosto la cocaina in un involucro all’interno di un brick per aranciate, lo stesso brick era stato acquistato all’interno del carcere di Velletri. Uno stratagemma astuto per far entrare la droga in carcere che però non è passato inosservato agli Agenti di Polizia Penitenziaria.

A denunciare l’episodio, i sindacalisti dell’ UGL Polizia Penitenziaria, Carmine Olanda e Ciro Borrelli, impegnati da molti anni a denunciare la grave carenza di personale all’interno del penitenziario. “Una mamma– è il commento amareggiato del Sindacalista Olanda- dovrebbe proteggere la salute e l’incolumità di un figlio“.

Nonostante la grave carenza di personale– afferma Borelli- gli Agenti di Polizia Penitenziaria hanno dimostrato ancora una volta una grande professionalità“. “Questo è un Carcere, non un gioco– continua Olanda- gli Agenti che lavorano nel Penitenziario di Velletri sono pochi, anziani e stanchi mentre la popolazione detenuta è in continua crescita. Bisogna sbloccare i fondi per nuove assunzioni e contratti. Non bisogna aspettare che accada il peggio“. Il 22 Settembre l’UGL è sceso in piazza a manifestare contro il sovraffollamento delle carceri e per sensibilizzare le istituzioni sui tanti problemi del mondo penitenziario che necessitano di scelte politiche urgenti.

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