Come noto, il Comune di Aprilia è attualmente commissariato a seguito delle vicende giudiziarie che hanno portato allo scioglimento dell’amministrazione. Ciò non significa però che i problemi dei cittadini possano essere ignorati o rinviati. Al contrario, proprio in una fase come questa sarebbe auspicabile maggiore attenzione verso il territorio.
Il Comitato di Quartiere Borghi Rurali torna quindi a porre l’attenzione su un tema di grande rilevanza: la realizzazione di un grande impianto fotovoltaico in località Casalazzara, a nord di Aprilia. Parliamo di un progetto che interesserà circa 60 ettari di terreno agricolo, terreni di alto valore produttivo coltivati da anni con metodo biologico e che oggi risultano ulteriormente tutelati dal vincolo della Campagna Romana.
L’impianto in questione riguarda un parco fotovoltaico di circa 40 MWp, con linea elettrica di connessione che interesserà anche i territori dei Comuni di Ardea e Pomezia. Riferimenti amministrativi: Registro elenco progetti n. 55/2018 Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale n. 12654 del 24/09/2019 Determinazione n. G10651 del 05/08/2019 – favorevole con prescrizioni Si tratta quindi di un intervento di dimensioni rilevanti e con un impatto significativo sul territorio. Proprio per questo motivo la normativa prevede misure di compensazione e ristoro destinate alle comunità che subiscono le conseguenze di tali opere. Ed è qui che nasce la nostra domanda. I ristori previsti per legge dovrebbero avere come finalità principale quella di compensare il territorio direttamente interessato dall’impatto dell’impianto. È quindi legittimo chiedersi per quale motivo, da quanto risulta al nostro Comitato, tali risorse sarebbero state destinate prevalentemente al centro urbano di Aprilia, anziché alle zone direttamente coinvolte.
Nel territorio dei Borghi Rurali le necessità infrastrutturali sono evidenti e sotto gli occhi di tutti. Solo per citare alcuni esempi:
● assenza di illuminazione pubblica in numerose strade
● mancanza di spazi pubblici e servizi di quartiere, come un parco o un centro anziani
● condizioni critiche del manto stradale in diversi tratti Di fronte a queste carenze, appare quantomeno difficile comprendere perché le risorse di compensazione non vengano utilizzate proprio nei luoghi che sopportano il peso di queste trasformazioni territoriali. Ci auguriamo che non si sia verificata una gestione delle risorse orientata più a logiche di visibilità politica che a criteri di equità territoriale. Sarebbe un fatto grave e profondamente ingiusto nei confronti dei cittadini che vivono quotidianamente queste aree.
Cogliamo inoltre l’occasione per chiedere ai Commissari se abbiano preso visione delle PEC inviate dal nostro Comitato, nelle quali abbiamo segnalato numerose criticità, tra cui:
● la necessità di mettere in sicurezza le strade del quartiere, spesso utilizzate come vere e proprie piste per corse automobilistiche e traffico pesante;
● il grave stato di degrado del manto stradale in arterie come via Apriliana Sud e via Bondone / Pian di Frasso, ormai da anni prive di interventi significativi. Siamo pienamente consapevoli che molte delle problematiche attuali non sono imputabili alla gestione commissariale, ma rappresentano il risultato di anni di amministrazione che – come emerso dalle indagini risalenti all’amministrazione del 2018, che hanno portato allo scioglimento del Comune – hanno generato un sistema che poco aveva a che fare con il bene pubblico.
Proprio per questo riteniamo che oggi sia ancora più importante ristabilire un rapporto di trasparenza e attenzione verso i territori. I cittadini dei Borghi Rurali non chiedono privilegi, ma semplicemente equità, ascolto e rispetto per il territorio in cui vivono. Attendiamo quindi risposte chiare e pubbliche sulla gestione dei ristori legati al parco fotovoltaico e sulle iniziative che si intendono adottare per affrontare le criticità da tempo segnalate. Perché il rispetto del territorio e dei suoi cittadini non può essere rimandato ancora
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