Aprilia: il terreno fantasma che la scuola Gramsci aspetta da anni

La scuola Gramsci e il mistero del terreno in Via Traiano: un’aera compresa nell’affitto annuale di 185mila euro lasciato all’incuria, perché non è mai stata utilizzata?

C’è un terreno, alle spalle della scuola Antonio Gramsci, che il Comune di Aprilia continua a pagare da tanti anni, ad oggi completamente inutilizzato.

Si tratta di un’area situata in Via Traiano, sul contratto denominata particella 569, uno spazio recintato, ad oggi degradato, di cui la scuola potrebbe usufruire ma, per qualche ragione, viene lasciato incolto e abbandonato.

Questo appezzamento è incluso anche nel contratto di locazione che il Comune di Aprilia ha sottoscritto con il privato proprietario del terreno nel 2018, a rinnovamento di un contratto che risale al 1987.

Il fatto che la parte pubblica sembra essersi dimenticata della disponibilità di questo terreno aggiuntivo non rappresenta altro che l’ennesima mancanza di attenzione nei confronti della scuola Gramsci. È ormai risaputo che da anni vengono inoltrate richieste per una nuova sede scolastica, per dei lavori di rinnovamento della struttura o, banalmente, per la costruzione di una palestra, di cui gli alunni ancora non dispongono.

Utilizzando quel terreno, infatti, si potrebbe realizzare una struttura tensostatica, sfruttabile come impianto sportivo: quest’ultimo non solo darebbe la possibilità agli studenti di svolgere regolarmente le attività sportive, ma anche dare alla città uno spazio aggiuntivo dove praticare lo sport. In alternativa quell’appezzamento potrebbe essere utile per realizzare delle aeree di sosta o per migliorare la viabilità.

Il Comune di Aprilia, ad oggi, paga ogni anno una somma pari a 185mila euro per il mantenimento sia del terreno che dell’edificio, come stabilito nel contratto del 2018.

Perché il Comune fino ad oggi non ha utilizzato quel terreno ai fini delle attività didattiche della scuola? Che cosa si sta aspettando per dare alla scuola gli spazi che gli spettano di diritto?

A queste domande si spera in una risposta da parte dell’Amministrazione.

Chiara Ruocco

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