Una serata indimenticabile quella di giovedì 26 giugno al Pidocchietto di Aprilia grazie al talento di Antonio Calcagni, in arte Tony Conti, che ha fatto ballare tutto il locale. Tony, con la sua voce graffiante e la sua forte presenza scenica, insieme al suo produttore e chitarrista Stefano Russo dell’etichetta discografica Beat Up, hanno fatto divertire e cantare il pubblico del Pidocchietto, prima esibendosi con pezzi più classici di artisti come Califano e Battisti per poi passare anche a cantanti più mi voga come Achille Lauro, Tiziano Ferro e Cesare Cremonini. Per l’occasione, Tony ha scelto di cantare in anteprima il suo nuovo singolo “Con queste mani”, che uscirà a breve su tutte le piattaforme, un pezzo autobiografico in cui l’artista si racconta a 360 gradi, affrontando temi come l’amore e il sacrificio.
Il cantautore, dopo l’esibizione, ha scelto di approfondire i temi della canzone attraverso un’intervista.
La canzone sembra avere un’impronta autobiografica, perché hai scelto proprio di utilizzare le “mani” come metafora?
“Per me le mani sono simbolo di fatica poiché ci sostengono e ci aiutano da sempre; dunque, per me è stato abbastanza naturale utilizzarle come simbolo per raccontarmi. Questa canzone parla della mia vita, del mio percorso, dei miei fallimenti e delle mie vittorie, delle donne che ho amato e che non ho amato, volevo esprimere l’impegno che ci ho sempre messo dietro ogni attività e ostacolo che la vita mi ha posto. Questo lavoro è stato possibile soprattutto grazie a Stefano Russo, il mio produttore, che ha creato la base per il mio testo.”
Come mai hai scelto di raccontarti proprio ora a 360 gradi?
“In questo momento stiamo facendo tante serate ma abbiamo principalmente deciso di portare delle cover ai nostri spettacoli e intrattenere il pubblico: ho fatto fino ad ora lo showman. Penso sia arrivato adesso per me il momento di dare spazio a quello che sono veramente, un cantautore che scrive le proprie canzoni. Vorrei che il pubblico andasse oltre il semplice spettacolo che porto solitamente ed esplorasse, insieme a me, la mia vera identità artistica.”
Da dove hai avuto l’ispirazione per la tua canzone?
“Essendo un cantautore l’ispirazione è venuta da me e dal mio vissuto. Il merito del lavoro non è tutto mio: sono andato da Stefano con il testo e una melodia, lui ha poi lavorato la base e abbiamo anche avuto il piacere di avere il sax soprano di Massimiliano Filosi, un grande onore per noi.”
A chi ti ispiri per scrivere la tua musica?
“Principalmente mi ispiro alla musica con cui sono cresciuto, ti palo di Battisti, Ramazzotti e Vasco ma principalmente cerco di ispirarmi alle mie emozioni e sensazioni per dare vita a qualcosa di mio.”
Chiara Ruocco