“Ketchup nelle vene”: la storia dell’apriliano Amedeo Avenale

Quarant’anni di McDonald’s in Italia attraverso il percorso di Amedeo Avenale: la storia dell’imprenditore di Aprilia edita da Mondadori

Quarant’anni di McDonald’s in Italia raccontano anche storie personali e professionali. Tra queste c’è quella di Amedeo Avenale, cittadino di Aprilia e protagonista del libro Ketchup nelle vene – La mia avventura nel mondo di McDonald’s, edito da Mondadori.

La sua carriera inizia nel 1986, quando, ancora studente liceale, decide di candidarsi per lavorare nel primo McDonald’s italiano, aperto a Piazza di Spagna. Viene assunto come crew, occupandosi delle attività quotidiane del ristorante, dagli hamburger al servizio fino alle pulizie.

Durante il colloquio gli viene posta una domanda destinata a diventare il titolo del suo libro: “Hai il ketchup nelle vene?”. Un modo per capire se quel ragazzo avesse la determinazione e le capacità necessarie per crescere all’interno dell’azienda.

E quella crescita non tarda ad arrivare. Dopo tre anni Avenale diventa store manager e, nel corso della sua carriera, assume incarichi sempre più importanti, arrivando a coordinare numerosi ristoranti. Parallelamente al lavoro porta avanti anche gli studi, laureandosi in Giurisprudenza e conseguendo un Master in Economia e Management.

La sua storia si intreccia poi con quella di Aprilia, dove investe aprendo i primi ristoranti McDonald’s della città. Oggi è licenziatario di dieci punti vendita e coordina circa 550 dipendenti.

Nel suo percorso professionale arriva anche il Golden Arch Award, il più importante riconoscimento internazionale assegnato ai licenziatari McDonald’s.

Ketchup nelle vene racconta proprio questa lunga avventura: quella di un ragazzo che ha iniziato lavorando dietro il bancone di un ristorante e che, attraverso impegno, formazione e determinazione, è arrivato a costruire una carriera imprenditoriale di successo.

Una storia che attraversa quarant’anni di McDonald’s in Italia, ma che parla soprattutto di lavoro, crescita e della capacità di non smettere mai di mettersi in gioco. E, per Aprilia, anche la storia di un suo concittadino che ha saputo trasformare una prima esperienza lavorativa in un percorso imprenditoriale di rilievo.

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