Una struttura all’avanguardia, pronta all’uso da tre anni, ma sbarrata ai cittadini. Il caso del nuovo Palazzetto dello Sport di Aprilia si arricchisce di un capitolo durissimo: la SOGEIM s.r.l., l’azienda costruttrice, ha diffuso una nota ufficiale per esprimere “sorpresa e sconcerto” di fronte alle recenti dichiarazioni dell’Amministrazione Comunale, rispedendo al mittente le accuse di difformità progettuali e carenze di sicurezza.
Secondo il Comune, il Palazzetto sarebbe “fuori norma” perché realizzato con 1.000 posti anziché i 1.800 previsti dalla convenzione del 2013. Una ricostruzione che la SOGEIM definisce priva di fondamento.
Carte alla mano, la società spiega che nel 2017 il progetto fu rimodulato d’intesa con gli uffici comunali e le associazioni sportive. L’obiettivo? Un campo da gioco più ampio e versatile. La struttura attuale è, paradossalmente, più grande della precedente: ospita stabilmente 1.000 spettatori, ma è già predisposta per arrivare a 2.000 tramite tribune temporanee. Questo cambio di rotta non solo è stato approvato dalla Giunta con la delibera n. 97/2018, ma ha comportato per la SOGEIM un impegno economico persino superiore rispetto agli accordi iniziali.
L’altro grande ostacolo sollevato dall’ente pubblico riguarda l’impianto antincendio. La SOGEIM chiarisce che il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco aveva dato parere favorevole già nel 2017 su un progetto da 1.000 posti.
Le recenti contestazioni sulle pompe idrauliche sarebbero, secondo l’impresa, frutto di un’interpretazione “arbitraria” delle norme tecniche. Un incontro tecnico avvenuto il 19 febbraio 2026 presso il Comando dei VVF avrebbe confermato che l’impianto è perfettamente a norma. Inoltre, la società ricorda un dettaglio tecnico-legale non trascurabile: il nulla osta definitivo (SCIA) può essere richiesto solo dal gestore dell’impianto, non dal costruttore. Dunque, finché il Comune non prende in carico la struttura e non individua un gestore, l’iter resterà inevitabilmente bloccato.
L’articolo della SOGEIM elenca una serie di “omissioni” che avrebbero dilatato i tempi oltre ogni ragionevole limite:
20 mesi di ritardo per la nomina del collaudatore (avvenuta solo a dicembre 2024, a fronte di una fine lavori ad aprile 2023).
Collaudo ultimato a luglio 2025, con esito positivo, salvo poi veder riaprire le contestazioni mesi dopo con motivazioni definite “pretestuose”.
Opere di urbanizzazione: strade e parcheggi (il cosiddetto Quarto Lotto) sono pronti e collaudati dal luglio 2025, ma il Comune non li ha ancora presi in consegna, impedendo di fatto l’accesso alla struttura.
Perché un’opera da oltre 4 milioni di euro, realizzata interamente a spese dei privati come opera di urbanizzazione, resta chiusa?
La SOGEIM solleva un interrogativo inquietante: il Comune, tra il 2021 e il 2022, aveva avviato per due volte le procedure per affidare la gestione della struttura a privati, salvo poi sospenderle senza spiegazioni. “Pare che gli Uffici comunali abbiano avuto dei ripensamenti e non intendano assumere la consegna dell’impianto per metterlo a disposizione della collettività”, conclude l’azienda.
Ad oggi, il Palazzetto dello Sport di Aprilia resta un monumento all’inefficienza burocratica: un’eccellenza tecnologica pronta al fischio d’inizio, ma intrappolata tra ricorsi al TAR e rimpalli di responsabilità che negano ai cittadini il diritto allo sport.
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