Rotatoria di via Mascagni, Aurea SRL replica a Ragusa (M5S)

La società interviene dopo le accuse sulla rimozione dell’auto di McDonald’s e sulle sue condizioni: “convenzione eseguita correttamente, già avviato il ripristino”

La vicenda della rotatoria di via Pietro Mascagni torna al centro dell’attenzione ad Aprilia.

Dopo l’articolo pubblicato da Sferamagazine.it il 4 agosto dal titolo “Rotatoria di via Mascagni ad Aprilia: via l’auto di McDonald’s, ma restano degrado, cavi scoperti e nodi da sciogliere, la denuncia di Andrea Ragusa (M5S)”, la società Aurea Srl ha inviato alla redazione una formale missiva di precisazioni, sottoscritta dall’amministratore unico Amedeo Avenale e dall’avvocato Prof. Ersi Bozheku.

La società precisa innanzitutto di non voler interferire con il diritto di cronaca, ma di ritenere necessario intervenire dal momento che nell’articolo vengono richiamati il marchio McDonald’s e la società licenziataria Aurea Srl. Secondo quanto riportato nella lettera, questo avrebbe determinato un coinvolgimento diretto dell’immagine e della reputazione dell’azienda, che – sostiene Aurea – non sarebbe stata protagonista delle dinamiche amministrative intercorse tra il Comune e gli uffici competenti.

La convenzione e la rimozione dell’auto

Aurea SRL ricostruisce quindi la propria posizione rispetto all’area verde della rotatoria. Secondo la società, lo spazio era stato affidato attraverso una convenzione regolarmente sottoscritta con il Comune di Aprilia e, per tutta la durata del rapporto, gli obblighi previsti sarebbero stati rispettati.

La convenzione è successivamente giunta alla sua naturale scadenza. A seguito della comunicazione ricevuta dall’Amministrazione comunale, Aurea afferma di essersi attivata tempestivamente: già il giorno successivo avrebbe provveduto alla rimozione dell’autovettura presente all’interno della rotatoria, avviando contestualmente le operazioni necessarie per il ripristino dell’area.

Proprio sulle immagini pubblicate a corredo dell’articolo, la società sottolinea un elemento temporale: le fotografie, secondo Aurea, sarebbero state scattate in una fase immediatamente successiva alla rimozione dell’installazione, quando le attività di ripristino erano ancora in corso. Per l’azienda, una fotografia riferita esclusivamente a quel momento, senza una contestualizzazione temporale, potrebbe quindi restituire una percezione di incuria o disinteresse non corrispondente al comportamento concretamente tenuto.

l’immagine a cui la società si riferisce

«Un investimento privato per il decoro urbano»

Aurea precisa inoltre che l’intervento realizzato nella rotatoria sarebbe stato interamente finanziato con risorse proprie della società, sulla base di un progetto approvato e corredato dalle necessarie autorizzazioni.

L’obiettivo dichiarato, si legge nella missiva, non sarebbe stato esclusivamente commerciale o pubblicitario, ma legato al pubblico interesse, al decoro urbano, alla valorizzazione dell’ingresso della città e alla sicurezza della circolazione stradale.

Per oltre sette anni, la società afferma inoltre di aver sostenuto a proprie spese la manutenzione dell’area, la cura del verde, la gestione delle opere autorizzate e la copertura assicurativa della zona. Un’attività che, secondo Aurea, avrebbe garantito un beneficio alla collettività e sollevato l’Amministrazione comunale dai relativi oneri economici.

Il nodo dell’illuminazione

Uno dei punti centrali della replica riguarda l’impianto di illuminazione e il possibile collegamento alla rete elettrica municipale.

Aurea nega categoricamente di aver disposto o autorizzato collegamenti impropri alla rete elettrica comunale. La società spiega che l’impianto originariamente installato era costituito da punti luce LED autonomi, alimentati attraverso mini pannelli fotovoltaici acquistati e installati dalla stessa società. L’illuminazione sarebbe stata pensata per migliorare la sicurezza stradale e la visibilità della rotatoria.

La società aggiunge che, in un momento successivo, durante interventi di manutenzione e riqualificazione della viabilità di via Mascagni, l’impianto autonomo alimentato dai pannelli solari sarebbe stato rimosso. Secondo quanto riferito nella missiva, tali interventi sarebbero stati promossi dall’Amministrazione comunale ed eseguiti, per quanto consta ad Aurea, dalla Multiservizi ASAM di Aprilia.

Di conseguenza, Aurea sostiene di non aver avuto alcun ruolo nella realizzazione degli impianti elettrici successivamente installati né nelle modalità con cui questi sarebbero stati eventualmente collegati alla rete. La società considera tali interventi estranei alla propria sfera di competenza, trattandosi di infrastrutture pubbliche.

Aurea: «Disponibili a tutte le verifiche»

La società si dice comunque disponibile a collaborare con gli enti e i soggetti competenti per eventuali verifiche tecniche, nella convinzione che gli accertamenti possano consentire una ricostruzione completa della vicenda.

Nella parte conclusiva della lettera, Aurea ribadisce di aver sempre operato nel rispetto delle regole e in collaborazione con le istituzioni locali. La società manifesta inoltre rammarico per quelle ricostruzioni giornalistiche che, secondo la propria valutazione, avrebbero associato il marchio McDonald’s e la società licenziataria a situazioni o condotte non corrispondenti alla realtà dei fatti.

Infine, Aurea fa sapere di aver chiesto formalmente al Comune di Aprilia la documentazione fotografica e tecnica eventualmente disponibile relativa alle condizioni dell’area al momento del primo affidamento, avvenuto nel 2019. La richiesta sarebbe finalizzata a consentire un ripristino il più possibile fedele alle condizioni originarie.

Contestualmente, la società ha presentato un’istanza di proroga tecnica del termine assegnato, così da poter completare gli interventi di sistemazione del verde, pulizia e ripristino dopo aver acquisito la documentazione richiesta al Comune.

La replica di Aurea SRL aggiunge dunque un nuovo elemento alla vicenda della rotatoria di via Mascagni: da una parte le criticità evidenziate nella denuncia di Andrea Ragusa, dall’altra la ricostruzione della società, che rivendica la correttezza del proprio operato e chiede che le condizioni dell’area vengano valutate tenendo conto anche della fase di transizione successiva alla scadenza della convenzione.

 

Chiara Ruocco


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