Sport, parchi e sicurezza: l’appello di Valentina Tartaglia per Aprilia
Sport fermi, parchi abbandonati, sicurezza a rischio: Valentina Tartaglia denuncia le cicatrici di Aprilia e chiede soluzioni concrete
“Aprilia porta addosso cicatrici che non si possono più ignorare: edifici chiusi in pieno centro, impianti sportivi abbandonati, parchi lasciati al degrado. Sono ferite profonde che raccontano promesse mancate, assenza di pianificazione e cittadini soli.
Il caso più acclamato in questo momento è lo sport. La piscina comunale all’aperto, l’ex Cral, è rimasta chiusa per tutta la stagione estiva, ufficialmente per manutenzione straordinaria, nei fatti per l’ennesima incapacità di programmazione. Lo stadio Quinto Ricci, struttura storica e punto di riferimento per migliaia di giovani, è inutilizzabile da oltre un anno e lo resterà almeno fino al 2027, nonostante i fondi PNRR già stanziati per la pista di atletica. Il palazzetto dello sport è pronto, ma non è stato ancora aperto per cavilli burocratici. Persino il Centro Sportivo Primavera ha rinunciato al campionato di Promozione perché non ha più un campo a disposizione. Non parliamo di dettagli, ma di un intero sistema sportivo cittadino paralizzato: piscine, stadio, palestre, palazzetto, tutto fermo. Le soluzioni sono note a chiunque voglia affrontarle: cronoprogrammi chiari e pubblici, responsabilità definite, forme di gestione che garantiscano manutenzione ordinaria e un utilizzo efficiente delle strutture.
Dove manca lo sport, dovrebbero essere i parchi a colmare il vuoto. Invece la realtà è amara: aree verdi al buio, giochi rimossi, sporcizia e abbandono. Anche qui invece di investire si è scelto di abbandonare.
E poi c’è la notte, quando Aprilia diventa un romanzo noir: corse clandestine, risse tra giovanissimi in via delle Regioni, oltretutto zona densamente popolata e droga nei parchi. Non episodi isolati, ma segnali di un disagio giovanile che esplode nell’illegalità, perché non trova spazi sicuri né opportunità reali. E in una città dove il presidio istituzionale arretra, servono soluzioni: pattugliamenti costanti, certo, ma anche il sostegno a ronde di quartiere e forme di cittadinanza attiva che restituiscano sicurezza.

Su questo quadro già pesante si innesta un tema cruciale: il futuro del Consorzio del Terzo Settore del distretto LT1. Aprilia rischia di perdere la sua posizione centrale a favore di Cisterna e questo sarebbe un colpo gravissimo: la città più grande del territorio verrebbe marginalizzata proprio nella gestione delle risorse destinate ai più fragili: disabili, anziani, famiglie in difficoltà. Non è solamente una partita burocratica, ma è una battaglia sociale. Difendere questa posizione significa difendere la nostra città.
Come ben sappiamo, Aprilia oltre a essere commissariata è segnata da anni di responsabilità politiche che pesano come macigni. In questo desolante quadro, è inutile accusarsi a vicenda tra vecchie amministrazioni e nuovi aspiranti politici. Il gioco delle accuse reciproche è solo tempo perso: non ci serve questo, serve chiudere vecchie pagine e aprirne di nuove. Non servono tagli di nastro, servono cronoprogrammi chiari, gestione seria e rispetto dei cittadini. Chi in futuro si candiderà a governare Aprilia dovrà assumersi la responsabilità di mettere davvero al centro lo sport, i parchi, la sicurezza, la salute, la vivibilità quotidiana e soprattutto le persone: non come mero slogan elettorale, ma come scelta politica concreta, misurabile e verificabile.
Le cicatrici della nostra città raccontano dolore, ma anche resilienza. Aprilia è stata abusata e ferita, ma resta forte. Una comunità viva, che non ha mai smesso di chiedere rispetto. Quello che Aprilia chiede per il futuro è un’amministrazione capace di ascoltare e agire: perché non si può parlare di futuro senza avere prima il coraggio di curare le ferite del presente.”