Tumore al seno. Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia

Giovanna Miele: «Prevenzione, ricerca e cure
accessibili a tutte»
La deputata Capogruppo della Commissione Cultura, Scienza e
Istruzione dopo l’iniziativa alla 83 a Mostra del Cinema di Venezia
rilancia il ruolo della Breast Unit di Latina.

 

Dopo l’esperienza di “WE BREAST” a Latina, dove abbiamo sottolineato il valore della sinergia tra
medicina, arte, associazioni e territorio, ho partecipato a Venezia alle iniziative promosse
dall’ Intergruppo Parlamentare “Nuove Frontiere Terapeutiche nei Tumori della Mammella”,
presieduto dall’On. Simona Loizzo, erano presenti in qualità di componenti dell’ Intergruppo, le
Onorevoli Laura Cavandoli e Giorgia Latini e il presidente della Commissione Affari Sociali e Salute
della Camera dei Deputati, l’On. Ugo Cappellacci. E’ stato presentato il cortometraggio “Tutte o
Nessuna” diretto da Giovanni B. Algieri e co-diretto da Jonathan Elia, che affronta la tematica del
tumore al seno, senza tabù, con l’obiettivo di rafforzare un messaggio fondamentale: prevenzione,
ricerca e qualità della cura sono strumenti essenziali per tutelare il diritto alla vita. Il titolo stesso,
del resto rivendica il diritto universale e uniforme alla salute, indipendentemente dalla
provenienza geografica. Lo dichiara la deputata della Lega Giovanna Miele. “Abbiamo voluto
sottolineare ancora una volta l’importanza degli screening, della diagnosi precoce e di una presa in
carico tempestiva e multidisciplinare della paziente. In questo contesto ho citato la Breast Unit di
Latina come esempio concreto e virtuoso di come il lavoro in rete tra professionisti sanitari,
strutture e associazioni delle pazienti possa tradursi in risultati importanti, efficacia della cura e
speranza per centinaia di donne”. La Senologia dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina si
colloca in una posizione d’eccellenza e assoluto riferimento all’interno della rete senologica
italiana. Nell’ultimo monitoraggio annuale dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali
(Agenas) in base ai risultati del Programma Nazionale Esiti (PNE 2025), ha ottenuto una
valutazione complessiva di livello Molto Alto. Questo significa che la Breast Unit non solo
soddisfa appieno gli standard clinici, ma fa parte di quei centri senologici italiani in grado di
mantenere simultaneamente elevate performance su più indicatori oncologici. “Questi risultati e
questo lavoro deve continuare ad essere sostenuto, consolidato e ulteriormente valorizzato.
L’esperienza della Breast Unit dimostra che, quando sanità, territorio, associazioni e istituzioni
lavorano nella stessa direzione, è possibile offrire alle pazienti un percorso di cura più efficace, più
umano e più completo”. “Accanto alla prevenzione è fondamentale continuare ad investire nella
ricerca, poichè l’innovazione scientifica e terapeutica consente diagnosi sempre più precise,
trattamenti più mirati e nuove possibilità di cura, anche se l’innovazione ha davvero valore solo se
diventa accessibile a tutte, dobbiamo quindi lavorare affinché ogni donna, indipendentemente dal
luogo in cui vive o dalla propria condizione economica e sociale, possa avere accesso equo e
tempestivo alle migliori cure disponibili”. “Dall’incontro di Venezia è emerso inoltre un altro

aspetto centrale: curare una donna non significa occuparsi soltanto della malattia. È necessario
prestare sempre maggiore attenzione al benessere psicologico, fisico ed emotivo, puntando alla
presenza stabile dello Psico-Oncologo e del Fisiatra all’interno dei percorsi di cura, affrontando con
maggiore sensibilità tutti quegli aspetti che riguardano l’intimità, la femminilità e la qualità della
vita durante e dopo le terapie. Latina fa parte di quel 25% di Breast Unit italiane che ha una
Psicooncologa e una Fisiatra dedicata”. “Il nostro impegno deve essere quello di accompagnare
ogni donna in tutte le fasi del percorso oncologico: dalla prevenzione alla diagnosi, dalla ricerca
alle terapie, fino al ritorno alla vita quotidiana. Salvare una vita significa garantire pari opportunità
di cura, dignità, serenità e futuro”, conclude Giovanna Miele.

 

 

 

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