Alle 8:30 di questa mattina, circa 500.000 studenti si sono recati a scuola per sostenere la prima prova dell’esame di maturità. Un rito di passaggio che viene ricordato tra sorrisi e lacrime, un momento che segna da sempre la vita di tutti noi.
In questo momento si sta svolgendo la prima prova, quella del tema di italiano e, come spesso si propone, ha lo scopo di stimolare un pensiero critico e far riflettere gli studenti su temi di attualità e non.
Ecco tutte le tracce di quest’anno, riportate da Skytg24.
Prova A, l’analisi del testo: gli studenti hanno trovato tra le opzioni Pier Paolo Pasolini con la poesia Appendice I, dall’opera “Dal diario” (1943-1944) e l’analisi del testo di un passo dal romanzo “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Prova B, il testo argomentativo: la prima traccia chiede una riflessione su “Gli anni Trenta. Il decennio che sconvolse il mondo” di Piers Brendon, in cui si parla del New Deal, la ‘ricetta’ del presidente americano Roosevelt dopo la grande crisi del 1929. Altra possibilità per il testo argomentativo è una riflessione sulla parola “Rispetto”, partendo dal riassunto di un testo del giornalista di “Avvenire” Riccardo Maccioni (del 17 dicembre 2024). Poi ancora una riflessione sulla nostra epoca come “un quarto d’era (geologica) di celebrità”, a partire da uno spunto del filosofo e saggista Telmo Pievani pubblicato sulla rivista trimestrale Sotto il Vulcano. Si concentra sull’impatto ambientale della nostra civiltà e sulla cementificazione del territori.
Prova C, il tema di attualità: come prima traccia è stato scelto un messaggio di Paolo Borsellino – I giovani, la mia speranza – dove il giudice invita a una riflessione sul ruolo delle nuove generazioni come deterrente a lungo termine per la proliferazione della cultura mafiosa. Seconda opzione per il tema di attualità è tratta dal testo L’indignazione è il motore del mondo social. Ma serve a qualcosa?, di Anna Meldolesi e Chiara Lalli, dal supplemento 7 del Corriere della Sera. Si invita a riflettere quindi sulla proliferazione sui social media di contenuti pensati a tavolino per scatenare il sentimento dell’indignazione e che, proprio a causa di questo, finiscono per saturare la nostra capacità di indignarsi.
Chiara Ruocco