Ogni anno Parigi ospita la settimana della moda, in cui le collezioni di marchi internazionali vogliono raccontarci, attraverso gli abiti, qualcosa che va oltre la semplice estetica. La moda di Parigi è un insieme di storie che si intrecciano attraverso le creazioni degli stilisti e la capacità di trasmettere nuovi significati. La Paris Fashion Week primavera-estate 2027, dal 28 settembre al 6 ottobre 2026, ha portato nella capitale francese nuove proposte con l’apertura di Julie Kegels, la chiusura di Louis Vuitton e il ritorno in città di Valentino. Ma come è nata la Paris Fashion Week?
Tra le figure di spicco, che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’alta moda parigina, c’è stata quella di Charles Frederick Worth. Worth è considerato uno dei padri dell’alta moda moderna: la sua importanza deriva dal ruolo che ha dato alle creazioni sartoriali. Nel 1858 fondò a Parigi, la Maison Worth che lasciò un segno profondo in tutta la futura storia nella moda. La sua idea fu quella di proporre ai clienti le sue creazioni attraverso delle collezioni stagionali indossate da donne in carne ed ossa. Il Novecento fu un passaggio importante per Parigi, che costruì parte della propria importanza grazie anche a nuovi stilisti, fra cui Elsa Schiaparelli e Chanel. Un altro evento significativo si deve alla Battaglia di Versailles inaugurata il 28 novembre del 1973. Cinque stilisti francesi e cinque stilisti americani si incontrarono nella reggia di Luigi XIV, in cui venne organizzata una serata per raccogliere fondi destinati al restauro del palazzo di Versailles. Tra i protagonisti più celebri abbiamo: Yves Saint Laurent e Hubert de Givenchy per la Francia, Oscar de la Renta e Stephen Burrows per gli Stati Uniti. La memoria di chi visse quella notte segnò un momento decisivo fra moda e spettacolo, ancora vivida all’interno delle testimonianze presenti nelle interviste.
Come ci ha dimostrato la storia della moda, la sfilata di quest’anno presenta la collezione che suscita curiosità e nuove interpretazioni agli occhi del pubblico. L’ultima stagione parigina, non fa altro che riaffermare questa narrazione. L’abbigliamento, seppur con un ruolo fondamentale, è associato alla narrazione che si vuole raccontare sulla passerella. Questo è il caso di Matières Fécales, che durante la settimana della moda ha presentato la collezione The 99 Percent indossati da modelli e modelle nere, mettendo l’inclusione e la rappresentazione al centro della sua narrativa. In questo contesto, tanto il titolo quanto il casting non sono un elemento scenografico, ma una parte importante del messaggio della sfilata. Questo episodio dimostra che la passerella è sempre stata uno spazio di sperimentazione influenzato dalla società. L’ambiente in cui viviamo e i continui cambiamenti incidono in modo inevitabile anche sulle scelte sartoriali degli stilisti. La creatività sembra dialogare con la nostra realtà, ed è proprio nel dialogo fra passato e presente che la moda trova la sua identità. Il prestigio storico di Parigi incontra le necessità dei cittadini, lasciando spazio sempre a nuovi protagonisti. La capacità di cambiare senza perdere le radici con la storia custodisce l’importanza della moda all’interno della città.
Breve presentazione dell’autrice
Sono Carola Montegiorgio, studentessa magistrale di Giornalismo all’Università Roma Tre. Ho una passione per la comunicazione, la moda e tutto ciò che la accompagna. Quando scrivo, mi piace esplorare il mondo della moda non soltanto come elemento estetico, ma soprattutto come linguaggio socioculturale. Con questa rubrica su SferaMagazine.it racconterò tendenze, curiosità e storie per dare un punto di vista ai lettori sul mondo della moda.
Carola Montegiorgio
Resta aggiornato sul nostro canale Whastapp