Il conto alla rovescia è iniziato: nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026, le lancette degli orologi scatteranno un’ora in avanti. Si guadagnerà un pomeriggio più luminoso, ma si cederanno sessanta minuti di sonno. Questo rito che si ripete ogni primavera, e fino al prossimo 25 ottobre, è molto più di una semplice questione di orari: è un evento che ha un impatto concreto sulla salute e sulle risorse del pianeta.
Gli esperti lo chiamano spesso “social jet lag”. Anche se lo spostamento è di una sola ora, l’orologio biologico può impiegare diversi giorni per sincronizzarsi. Ecco i principali effetti che molti di noi avvertiranno:
Il sonno rubato: La luce serale, sebbene piacevole, può ingannare il cervello ritardando la produzione di melatonina. Risultato? Si avrà più difficoltà ad addormentarsi e a svegliarsi;
Cuore e umore sotto stress: Studi scientifici (tra cui quelli della American Academy of Sleep Medicine) segnalano una curiosa “settimana nera” dopo il cambio dell’ora, con un lieve aumento del rischio di infarti e ictus, oltre a una diffusa irritabilità e cali di concentrazione.
Attenti alla linea: Persino il metabolismo ne risente. La stanchezza altera gli ormoni della fame, rendendo le persone più inclini a cercare “comfort food” per compensare la mancanza di energie.
Se il corpo protesta un po’, l’ambiente invece ringrazia. L’obiettivo storico dell’ora legale resta infatti il risparmio energetico e la sostenibilità. Infatti, spostando la luce solare verso la fascia serale, si riduce drasticamente l’uso delle lampadine in casa e negli uffici. Secondo i dati di Terna, in Italia questo si traduce in un risparmio di centinaia di milioni di kWh ogni anno. Meno energia consumata significa meno combustibili bruciati. Si stima che l’ora legale permetta di evitare l’immissione in atmosfera di circa 200.000 tonnellate di CO2 all’anno. Tuttavia, c’è una sfida moderna: le estati sempre più calde spingono a usare maggiormente i condizionatori nelle serate più lunghe, rischiando di “erodere” parte del risparmio energetico ottenuto con l’illuminazione.
Il cambio dell’ora, appunto, può causare degli effetti sul corpo e sulle abitudini. Per cui, ecco alcuni consigli degli esperti per aiutare il corpo e la mente a questo passaggio:
Regolazione graduale del sonno: nei 3-4 giorni che precedono il cambio, è consigliabile andare a letto e svegliarsi 15-20 minuti prima ogni giorno. Questo aiuta il corpo ad adattarsi senza lo shock dell’ora persa improvvisamente.
Esposizione alla luce naturale: appena svegli, si consiglia di esporsi alla luce solare per almeno 15 minuti. La luce mattutina segnala al cervello che il giorno è iniziato, aiutando a regolare la produzione di serotonina e a bloccare la melatonina.
Attività fisica: svolgere esercizio fisico regolare, preferibilmente al mattino o nel primo pomeriggio, aiuta a stabilizzare il ritmo circadiano. Meglio evitare, invece, sport intensi nelle 3 ore prima di dormire.
Igiene digitale e ambientale: è preferibile l’uso di smartphone e tablet almeno un’ora prima di coricarsi, poiché la luce blu inibisce il sonno. E’ ottimale anche mantenere la camera da letto fresca, buia e silenziosa.
Alimentazione e caffeina: si consiglia di evitare pasti pesanti e bevande eccitanti (caffè, tè, alcol) nel tardo pomeriggio e a cena. Meglio anticipare leggermente anche l’orario dei pasti per allinearlo al nuovo orario.
Gestione della sonnolenza: Se la domenica del cambio ci si sente particolarmente stanchi, è utile optare per un breve riposino di 15-20 minuti nel primo pomeriggio, evitando però di dormire troppo tardi per non compromettere il riposo notturno.
Chiara Ruocco
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