Gaeta in Salute, V Edizione: La Breast Unit e la Rete Oncologica di Latina protagonista del convegno sulla prevenzione oncologica

 

Piazza XIX Maggio si conferma “Villaggio della Salute” con screening gratuiti, informazioni e un
confronto multidisciplinare di altissimo livello
Gaeta, 29 marzo – La V Edizione di “Gaeta in Salute” ha trasformato Piazza XIX Maggio in un
grande villaggio della prevenzione, richiamando centinaia di cittadini e confermando l’importanza di
un appuntamento ormai centrale per la comunità. L’iniziativa, promossa dal Comune di Gaeta e
dall’Associazione “Noi per la Salute”, con il patrocinio della Regione Lazio e del Consiglio
Regionale, in collaborazione con ASL di Latina, la Croce Rossa Italiana – Comitato Lazio Sud
Pontino e numerosi partner sanitari e associativi, ha offerto una giornata ricca di screening gratuiti,
consulenze, dimostrazioni e momenti di approfondimento scientifico.

 


Nella tensostruttura dedicata, oltre ai professionisti sanitari, erano presenti anche le Associazioni
del territorio, tra cui “Le Capricciose”, con la Presidente Antonella Macaro, e “Le Brigantesse”, con
la Presidente Mariangela De Parolis, impegnate nella diffusione di corrette informazioni, nella
sensibilizzazione e nel sostegno alle attività di prevenzione rivolte ai cittadini.
Nella Tensostruttura 1 si è svolto il convegno “Medicina Ieri, Oggi e Domani”, moderato dal
giornalista Andrea Brengola, che ha guidato gli interventi e introdotto i relatori in un percorso
dedicato alla prevenzione, alla multidisciplinarietà e all’evoluzione della medicina moderna.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Dott. Cristian Leccese, del Prof. Alessandro Inserra,
rispettivamente Direttore Scientifico e della Prof.ssa Teodolinda Morini Presidente della
Associzione “Noi per la Salute”, del Dott. Cosmo Mitrano, Consigliere Regionale della Regione
Lazio, che ha sottolineato la collaborazione, l’impegno e la professionalità della Direttrice Generale
Dott.ssa Sabrina Cenciarelli, la mattinata è entrata nel vivo con una serie di interventi tematici.
Alle 11.30 si è aperta la sessione dedicata alla Breast Unit e alla Rete Oncologica ASL di Latina,
introdotta dal Prof. Fabio Ricci, Direttore della Breast Unit, che ha portato i saluti della Direttrice
Generale Dott.ssa Sabrina Cenciarelli e del Sindaco di Formia Dott. Gianluca Taddeo, ha illustrato
l’importanza dell’approccio multidisciplinare nella cura del tumore al seno. Ricci ha ricordato che
«le Breast Unit sono delle unità dedicate alla cura del tumore della mammella», nate per garantire
un percorso coordinato e completo, dalla diagnosi alla riabilitazione. Ha ribadito un messaggio
fondamentale rivolto alle donne, l’importanza degli screening istituzionli per la prevenzione e la
utilità di rivolgersi ai centri di senologia se si è colpiti dalla malattia. La Breast Unit di Latina, attiva
dal 2016, copre un territorio vasto e complesso, da Aprilia a Minturno e integra ospedale, territorio
e associazioni. È stato annunciato l’avvio della telemedicina, pensata per facilitare il primo contatto
e ridurre i tempi di accesso ai pazienti. Un approccio globale che considera la persona nella sua
interezza. Ogni paziente viene accompagnato lungo tutto il percorso, diagnosi, terapia, follow-up e
reinserimento nella vita quotidiana.

 


La Dott.ssa Silvia Piroli Chirurga Senologa, ha presentato la Breast Unit ed ha illustrato la struttura
del team multidisciplinare, composto da chirurghi, oncologi, radiologi, anatomo-patologi, psicologi e
case manager. Ha spiegato come la presa in carico completa della paziente sia il vero valore
aggiunto del modello Breast Unit. Significativa la presenza della Case Manager Marcella
Schembari.
La Dott.ssa Sarah Montechiarello Radiologa Senologa della Breast Unit ha approfondito il ruolo
della diagnostica, chiarendo che la differenza non la fa solo la tecnologia, ma l’appropriatezza:
“Il nodo centrale non è solo quale metodica utilizzare, ma quando e perché utilizzare una metodica
rispetto a un’altra”. Ha illustrato i requisiti europei per i radiologi dedicati e spiegato come l’elevato
volume di esami garantisca qualità e accuratezza.

La Dott.ssa Maria Antonietta Ulgiati, Psico-Oncologa della Breast Unit ha definito la malattia
oncologica come una “frattura biografica”, spiegando che il supporto psicologico è parte integrante
del percorso terapeutico.
Ha illustrato il concetto di engagement, ovvero la partecipazione attiva del paziente al proprio
percorso di cura.
Il Dott. Luca Salvatore Gallinaro Gastroenterologo del Dono Svizzero, ha dedicato il suo intervento
alla prevenzione dei tumori gastrointestinali, ricordando che il tumore del colon-retto è tra i più
prevenibili, lo screening ha ridotto incidenza e mortalità, la diagnosi precoce del tumore gastrico è
ancora insufficiente e che l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la diagnostica endoscopica.
Ha sottolineato l’importanza dell’appropriatezza diagnostica e della responsabilità condivisa nella
prevenzione.
Il Dott. Luigi Rossi, Responsabile Oncologia del Dono Svizzero di Formia, ha presentato una delle
innovazioni più significative degli ultimi anni, la nascita della Rete Oncologica Provinciale, la cui
Responsabilità affidata al Prof. Ricci, rappresenta un cambiamento storico, un modello
organizzativo che rivoluziona il modo in cui vengono presi in carico i pazienti oncologici sul
territorio. Rossi ha spiegato che la rete nasce per un preciso volere della Direttrice Generale
Dott.ssa Sabrina Cenciarelli con un obiettivo preciso, superare la frammentazione e garantire a
ogni paziente lo stesso livello di qualità di cura, indipendentemente dal comune di residenza o
dalla struttura a cui si rivolge. Un sistema che si ispira direttamente al modello della Breast Unit,
considerato un’eccellenza nazionale.

 


La nuova Rete Oncologica coinvolge oltre 20 unità operative distribuite tra Latina, Formia,
Terracina, Fondi e Aprilia, centinaia di specialisti tra oncologi, chirurghi, radioterapisti, radiologi,
anatomo-patologi, psicologi e infermieri dedicati. Una Rete che ha posto in essere un sistema di
riunioni multidisciplinari (MDT) in cui ogni caso oncologico viene discusso collegialmente, attuando
protocolli condivisi per diagnosi, terapia, follow-up e Terapie Integrate.
Il Dott. Rossi ha sottolineato come questo approccio garantisca uniformità di trattamento,
riducendo le differenze tra i vari presidi ospedalieri e assicurando che ogni paziente riceva la
terapia più appropriata secondo le linee guida più aggiornate. Percorsi più rapidi e coordinati.
Uno dei punti di forza della Rete è la riduzione dei tempi di attesa. Grazie alla condivisione dei
percorsi e alla collaborazione tra reparti, il tempo che intercorre tra diagnosi e inizio del trattamento
si sta progressivamente riducendo, rispettando gli standard europei.
Rossi ha ricordato che questo parametro è fondamentale perché migliora la prognosi, riduce
l’ansia del paziente, evita ritardi che possono compromettere l’efficacia delle cure.

Un modello che mette il paziente al centro dell’agire medico. La rete non si limita agli aspetti clinici,
ma integra supporto psicologico, nutrizionale e riabilitativo, riconoscendo la natura
multidimensionale della malattia oncologica. Il Dott. Rossi ha evidenziato anche l’importanza delle
nuove tecnologie, teleconsulti tra specialisti, cartelle cliniche condivise, sistemi digitali per la
discussione dei casi, protocolli uniformi per la gestione delle urgenze oncologiche.
Strumenti che permettono di accorciare le distanze tra i vari ospedali della provincia e di garantire
continuità assistenziale.
Il prof. Ricci ha ringraziato la Direttrice Generale Cenciarelli per la sua lungimiranza per le positive
innovazioni ed ha concluso affermando che: “la Rete Oncologica ASL di Latina è un progetto che
ha visto la luce grazie all’apporto determinante della UOC Sviluppo Organizzativo, Formazione e
Bilancio Sociale e alla UOSD Comunicazione e Relazioni con il pubblico, nelle figure delle

Dottoresse Assunta Lombardi e Roberta De Grandis. Una Rete che guarda al futuro ed è destinata
a crescere ulteriormente, con l’obiettivo di ampliare i percorsi dedicati a tutte le patologie
oncologiche, rafforzando la collaborazione con i medici di medicina generale, aumentando i punti
di accesso per screening e diagnosi precoce, facendo formazione e una corretta informazione,
integrando sempre più il ruolo delle Associazioni del territorio per eliminare gli squilibri territoriali e
le diseguaglianze sociali, sottolineando a questo proposito, che la ASL di Latina è stata la prima in
Italia ad ottenere la Certificazione di Genere. La Rete è un progetto ambizioso che proietta la ASL
di Latina tra i migliori e più avanzati modelli organizzativi e performanti in Italia e in Europa”.
La V Edizione di “Gaeta in Salute” ha confermato l’importanza e la forza della collaborazione tra
istituzioni, professionisti sanitari, associazioni e volontari. Il convegno ha offerto ai cittadini un
quadro chiaro e approfondito, diffondendo con un messaggio chiaro:
“La Prevenzione salva la Vita e la multidisciplinarietà è la chiave di volta della sanità moderna”.

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