In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali stanno ridefinendo ogni aspetto della nostra vita, c’è un’associazione che si dedica a un’impresa cruciale: garantire che il progresso tecnologico sia sempre al servizio dell’essere umano e del suo inestimabile patrimonio culturale. Stiamo parlando di DiCultHer, acronimo di Culture Digitali, Patrimonio Culturale e Umanesimo Digitale, presieduta da Carmine Marinucci.

Fondata per promuovere un uso consapevole e responsabile delle tecnologie, DiCultHer si propone di trasformare ogni cittadino in un “titolare culturale”, ovvero una persona che non solo fruisce, ma partecipa attivamente alla salvaguardia e alla trasmissione del proprio patrimonio, anche nella sua forma digitale. Questa visione ambiziosa si concretizza in una ricca programmazione di attività, presentata per l’anno scolastico 2025-26.
Intitolata “Coltivare l’IA, custodire il patrimonio, educare all’umano”, l’iniziativa celebra due importanti traguardi: i 20 anni dalla Convenzione di Faro e il decimo anniversario di attività dell’associazione. L’intero programma si basa su tre principi fondamentali: consapevolezza, responsabilità e umanizzazione delle tecnologie, e prende ispirazione dal Framework europeo per l’AI Literacy.
Tra le iniziative di punta, spiccano gli appuntamenti ormai diventati punti di riferimento nel panorama culturale digitale italiano:
Inoltre, DiCultHer consolida i suoi strumenti di alta formazione con la DiCultHer Academy, e continua a informare e divulgare attraverso il TG CULTHER e i podcast territoriali. L’obiettivo ultimo, in linea con il Manifesto Ventotene Digitale e la Carta dei Diritti nell’Era Digitale “Stefano Rodotà”, è quello di promuovere un uso etico e creativo dell’intelligenza artificiale, costruendo un modello di scuola e società dinamico, aperto e profondamente radicato nei valori dell’umanesimo.
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