Torna la rubrica con la Dott.essa Monica Tomassetti. Diritti sociali, oggi parliamo di? Contributi figurativi: un “salvadanaio” per la futura pensione cosa sono e perché contano per la pensione.
“I contributi figurativi sono contributi previdenziali accreditati dall’INPS senza che vengano materialmente versati dal lavoratore o dal datore di lavoro, in specifici periodi di assenza dal lavoro previsti dalla legge. Pur essendo “virtuali” dal punto di vista del flusso monetario, hanno piena efficacia ai fini del diritto e del calcolo della pensione, a patto che ricorrano specifiche condizioni previste dalla legge.
Nel nostro sistema previdenziale i contributi figurativi servono a garantire al lavoratore la copertura contributiva quando, per cause non dipendenti dalla sua volontà o per scelte socialmente protette, interrompe o riduce l’attività lavorativa. In questi frangenti, l’INPS accredita periodi contributivi “a titolo gratuito”, evitando che la carriera assicurativa subisca buchi che penalizzerebbero il raggiungimento dei requisiti pensionistici, anche se non tutti sono utili anche per il calcolo del trattamento pensionistico.
Molti sono gli eventi che danno diritto alla copertura figurativa e si differenzia nelle varie gestioni inps (dipendenti, autonomi, casse professionali), ma i casi più ricorrenti riguardano:
Una distinzione operativa importante è tra accrediti d’ufficio e accrediti su domanda. Per molti ammortizzatori (es. CIGS, mobilità, NASpI) l’INPS dispone già dei dati e l’accredito avviene automaticamente. Per altri casi (ad esempio alcune aspettative o periodi meno standardizzati) è necessario presentare domanda corredata della documentazione richiesta.
I contributi figurativi sono utili per raggiungere i requisiti minimi della pensione di vecchiaia, ossia 67 anni di età e 20 anni di contributi complessivi, che possono includere anche periodi figurativi. Sono altresì rilevanti per la pensione anticipata “Fornero”: ad esempio, i periodi figurativi per malattia o disoccupazione contano per il requisito dei 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) di anzianità contributiva.
Va però prestata attenzione alle regole specifiche di alcuni istituti: non tutti i contributi figurativi sono sempre utilizzabili per ogni opzione pensionistica (ad esempio, per certe finestre o requisiti misti età-contributi possono esserci limitazioni). Per questo, prima di pianificare il pensionamento, è utile verificare l’estratto estratto conto contributivo e, se necessario, richiedere l’accredito dei periodi mancanti.
Tenere sotto controllo i contributi figurativi non è un esercizio burocratico: è una leva concreta per evitare sorprese al momento del pensionamento. Periodi di malattia prolungata, disoccupazione, maternità o servizio militare, se non correttamente accreditati, rischiano di allungare i tempi per la pensione o di ridurre l’assegno. Per questo, la verifica periodica dell’estratto conto INPS e, ove necessario, la domanda di accredito figurativo rappresentano passaggi essenziali di una gestione previdenziale consapevole.”
Se avete quesiti o volete richiedere informazioni:
mail: monicatomassetti75@gmail.com
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Monica Tomassetti
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