NASPI 2026: cos’è, chi ne ha diritto e come richiederla

Guida completa alla NASPI: come funziona l’indennità di disoccupazione, le scadenze INPS e i vincoli fiscali, la spiegazione della Dott.essa Tomassetti

Torna la rubrica con la Dott.essa Monica Tomassetti. Oggi parliamo di? NASPI-nuova assicurazione sociale per l’Impiego. Cos’è come richiederla

 La NASPI (ex-disoccupazione) è una prestazione economica che accompagna il lavoratore in caso di perdita involontaria dell’occupazione. Anche la scadenza del contratto a termine, come nel caso  classico licenziamento,  da diritto ad accedere al sostegno egorato dall’INPS.  La naspi deve essere chiesta entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. I primi 8 giorni dalla data del licenziamento non sono indennizzati. Ai fini del diritto sono necessarie almeno 13 settimane di contributi versati (per lavoro effettivamente svolto, quindi non contribuzione figurativa).

La durata e l’importo. La naspi viene erogata per un periodo pari alla meta del periodo coperto dai contributi negli ultimi 4 anni, per un massimo di due anni. Esempio: ho lavorato 5 anni a tempo pieno, la naspi dura il massimo, vale a dire 2 anni, altro esempio: ho lavorato 4 anni con un contratto part time al 50%, la naspi dura 1 anno in quanto i contributi del part time devono essere rapportati al tempo pieno.

Chi riceve la naspi è obbligato ad iniziare un percorso di riqualificazione professionale tramite il sito siisl del Ministero del lavoro e il competente centro per l’impiego.

Qualora durante il periodo di percezione della NASPI si inizia un nuovo lavoro è necessario comunicare all’INPS, tramite il modello NASPI-COM la nuova occupazione. Quali sono gli scenari che si possono presentare?

Contratto a termine di durata inferiore a sei mesi: la NASPI  si sospende per la durata del contratto, al termine del nuovo rapporto lavorativo l’INPS continuerà a pagare la prestazione già liquidata. Contratto superiore a sei mesi e/o indeterminato: la domanda NASPI viene chiusa. Per accedere alla prestazione è necessario presentare una nuova domanda.

Attenzione: da qualche anno vige la regola che impedisce di accedere alla disoccupazione nei 12 mesi successivi alla presentazione di dimissioni volontarie. Questa regola non si applica se dopo le dimissioni volontarie si ha un nuovo rapporto di lavoro di durata di almeno 13 settimane (3 mesi) e a tempo pieno, con contributi effettivamente versati.

Da qualche anno inoltre è stata introdotta una procedura che consente al datore di lavoro di assimilare alle  dimissioni volontarie l’assenza ingiustificata per oltre 15 giorni, le così dette dimissioni per fatti concludenti. Questa situazione non consente di accedere alla naspi.

Il licenziamento disciplinare, così come le dimissioni per giusta causa consentono di accedre alla naspi ma con condizioni particolari, che affronteremo prossimamente, così come affronteremo anche l’anticipo NASPI, vale a dire l’erogazione in un’unica soluzione della NASPI maturata.

Ai fini fiscali la NASPI è assimilata al lavoro dipendete. Viene tassata come lo stipendio e deve essere dichiarata nella dichiarazione dei redditi. L’INPS non invia CU quindi dovrà essere  carico del cittadino scaricare la certificazione.

Con  l’occasione vi ricordo che il 30 settembre è l’ultimo giorno per presentare il 730. Se non lo avete ancora fatto e l’anno scorso avete percepito NASPI  e reddito da lavoro dipendente ricordate che la presenza di due certificazioni uniche obbliga il contribuente a presentare la dichiarazione, quindi avente ancora qualche giorno per evitare i futuri controlli e sanzioni.

Se avete quesiti o richieste di informazioni: monicatomassetti75@gmail.com,  whatsapp 3495573025

Monica Tomassetti


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