Dal sito di Sant’ Apollonia alla terza ala dell’ASL di Aprilia: Andrea Ragusa (M5S) lancia l’allarme sul definanziamento e lo spostamento di risorse
“Quanto sta avvenendo con i fondi per la bonifica di S. Apollonia richiama da vicino una storia già vista: quella della terza ala della ASL di Aprilia. Anche in quel caso si è assistito a un vero e proprio “gioco delle tre carte” e, anche lì, a rimetterci sono stati i cittadini.
Al momento, l’unico dato certo è che la bonifica del sito orfano di S. Apollonia non risulta attivata e che, quando e se sarà realizzata, non avverrà più con i fondi del PNRR, ma con risorse a carico del bilancio regionale, risorse che potrebbero altrimenti essere destinate ad altri servizi come trasporti, sanità o welfare. Per l’ampliamento della ASL di Aprilia è accaduto qualcosa di analogo: il progetto, inizialmente finanziato con 2,65 milioni di euro (in gran parte fondi statali ex art. 20 L. 67/1988) destinati dalla precedente Giunta regionale di centro-sinistra, è stato definanziato dall’attuale amministrazione regionale di centro-destra; ora si prospetta che per i lavori si utilizzino fondi già assegnati alla ASL con altre finalità, con il rischio concreto di sottrarre risorse ai servizi sanitari per i cittadini.
Per la bonifica del sito orfano di S. Apollonia, il finanziamento di 14 milioni di euro, rientrante negli investimenti PNRR (Misura M2C4, investimento 3.4 “bonifica siti orfani”), è andato definitivamente perduto, come confermato da atti parlamentari e dichiarazioni pubbliche. Si trattava di fondi europei straordinari, non direttamente gravanti sul bilancio regionale ordinario. La Regione Lazio ha ora programmato di inserire nei bilanci 2026 e 2027, fondi per un totale di 7 milioni di euro da impiegare, se mai verranno effettivamente inseriti nei bilanci, per la messa in sicurezza di emergenza, la caratterizzazione e l’analisi di rischio del sito, intervento che non equivale a una bonifica completa e che sarà interamente finanziato con risorse regionali, con inevitabili riflessi sulla capacità di finanziare altri servizi per i cittadini del Lazio.
La vera notizia, che dovrebbe far discutere l’opinione pubblica, riguarda quindi le responsabilità connesse alla perdita del finanziamento da 14 milioni di euro: una somma che, non essendo più coperta dal PNRR, dovrà in futuro essere sostituita, per tutte le operazioni necessarie alla bonifica ambientale, da risorse a carico dei cittadini attraverso il bilancio regionale.







