Adolescenti e felicità

I giovani più felici sono i più sani, e quelli più altruisti sono i più felici

È risaputo che più si è sereni, e più è facile restare in buona salute. Al contrario, una persona stressata, infelice, depressa, sarà più probabilmente soggetta a malattie e disturbi in genere. Il discorso vale ancora di più per i giovani, secondo una scoperta della University of South Florida. Lo studio, infatti, ha evidenziato come per i ragazzi che si sentono bene con sé stessi e a loro agio sia più facile essere sani anche fisicamente.

La ricerca ha coinvolto 400 adolescenti americani, e a questi veniva chiesto di fornire informazioni riguardo al loro stato di salute fisica e agli stati d’animo percepiti. Si è evidenziato che i ragazzi percepiscono la salute come fortemente legata all’affetto di amici e parenti. Chi si sente solo, colpevole, triste, o è ansioso tende ad avere un maggior numero di disturbi e un basso di livello di salute.

Giovani

Lo studio è l’ulteriore dimostrazione che i giovani hanno sempre più bisogno di rapportarsi agli altri e confrontarvisi, soprattutto in un’era in cui piuttosto che uscire con gli amici si preferisce, a una certa età, restare connessi, con i propri amici o meno. I social network sono i nuovi luoghi di ritrovo virtuali di un numero sempre maggiore di adolescenti, a discapito delle relazioni interpersonali e di un corretto stato di salute psico-fisica.

giovinezza

Un’altra ricerca, ad opera della University of California, ha mostrato come gli adolescenti più felici siano quelli altruisti. Fare del bene provoca, in genere, maggior soddisfazione rispetto al tornaconto personale portato da altri tipi di attività, si sa. Ciò è vero, secondo quanto evidenziato dallo studio, ancor di più per gli adolescenti. I ricercatori hanno sottoposto i ragazzi esaminati a questionari e altri tipi di esperimenti per verificarne il livello di benessere emotivo. Per dare valore scientifico alla ricerca, gli stessi sono stati sottoposti nel frattempo a una risonanza magnetica funzionale perché ne venissero monitorate le reazioni cerebrali. I test sono stati ripetuti a distanza di un anno.

di Floriana Francesca

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