Primo caso di Chikungunya ad Aprilia, pronta la disinfestazione a Montarelli

Ad essere infettato dal virus è stato un uomo che vive ad Aprilia ma lavora anche ad Anzio, zona tra le più colpite. Predisposta la disinfestazione

È arrivato anche ad Aprilia il virus Chikungunya.

Ad essere infettato dalla zanzara tigre è un uomo residente nel Quartiere Montarelli, ma che lavora con una ditta che ha punti vendita anche ad Anzio.

Che, va ricordato, è la zona più colpita da questo virus.

A darne notizia è il Comune, che ha già predisposto le attività di disinfestazione previste dal Ministero della Salute:

“Si informa la cittadinanza – recita la nota diramata dagli uffici di Piazza Roma – che il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Latina ha informato il Sindaco di Aprilia che è stato accertato un caso di Chikungunya.

Malattia virale trasmessa dalla zanzara del genere Aedes, comunemente chiamata “zanzara tigre”.

Il soggetto cui sono stati riscontrati i sintomi, ancorché residente ad Aprilia nella zona  Montarelli, quotidianamente effettua attività lavorativa presso una azienda che ha sede nel territorio a confine tra Latina e Nettuno.

Con punti vendita nel Comune di Anzio.

Ciò premesso, a tutela e salvaguardia della salute pubblica, il Comune di Aprilia sta provvedendo in via cautelativa alla disinfestazione della zona Montarelli.

Così come richiesto dall’Asl di Latina e secondo le indicazioni e le modalità dettate dal Ministero della Salute (“Piano Nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare con particolare riferimento ai virus Chikungunya, Dengue e Zika – 2017”)

Stesse indicazioni sono state dettate dalla Asl ai Comuni di Anzio e Latina, relativamente alle zone quotidianamente frequentate dal soggetto.

E in cui avrebbe potuto contrarre la malattia di cui accusa i sintomi.

Si ricorda infine che sul sito web istituzionale dell’Asl di Latina, https://www.ausl.latina.it/, sono pubblicate in home page le raccomandazioni utili per la popolazione al fine di prevenire punture di insetti”.

di Massimo Pacetti

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