Secondo dossier di APL, questa volta domande a Vice Sindaco e Assessore Caporaso

Aprilia in prima linea pubblica il secondo dossier inviato al Vice Sindaco Principi e all’Assessore Caporaso su questioni relative a Progetto Ambiente, condizioni plessi scolastici e servizio della raccolta differenziata.

Il gruppo Aprilia in Prima Linea attende risposte dall’Amministrazione circa le domande contenute nel dossier inviato in Comune il 1 ottobre. Questo primo documento riguardava gli assessorati all’Ambiente e Cultura; in queste ore APL ha inviato un nuovo dossier agli assessori Principi (Vice-Sindaco) e Caporaso (Tecnologico).

L’importanza dei temi affrontati non pensiamo possa essere ignorata. Per comodità si è scelto di procedere in puntate, questa è la seconda di tre.

Dal Vice Sindaco Principi il gruppo politico chiedere di sapere gli introiti che il Comune acquisisce attraverso la vendita di materiale soggetto al riciclo dei rifiuti, attraverso una dettagliata relazione nella quale siano indicati le tonnellate e il prezzo di vendita; le motivazioni per le quali, dall’avvio della raccolta differenziata nella nostra città la tariffa non è mai scesa, anzi proseguono gli aumenti in media del 4% annui (dati 2017/2018) e quale sia la strategia rispetto al cosiddetto riassetto delle aziende municipalizzate che finora si è palesato esclusivamente con l’eutanasia della Multiservizi, e con un’opera di privatizzazione dei servizi pubblici (pubblica illuminazione-manutenzione stradale etc.).

Per quanto riguarda la Progetto Ambiente, APL chiede spiegazioni rispetto all’aumento dei costi di gestione a cui – secondo il gruppo – non ha certamente fatto seguito un adeguato aumento della qualità del servizio, sarebbe utile saperne di più. E ancora quali siano i rapporti con la città di Roma e sullo stato delle questioni in materia di rifiuti e ordine pubblico che potrebbero investire Aprilia nel breve-medio periodo.

Nello specifico ci riferiamo alla cosiddetta emergenza nomadi e al più volte richiamato piano del Campidoglio di superare il concetto dei campi rom, passando all’assegnazione di case a coloro che sono allocati fino ad oggi in quelle strutture. Aprilia ha un notevole numero di appartamenti privati costruiti nel corso dell’ultimo decennio di proprietà dei maggiori gruppi immobiliari, completamente liberi e da molto tempo in attesa di vendita. La continua crisi del settore, la perdurante stagnazione economica e gli appetiti di alcuni, hanno portato nella nostra città un surplus di appartamenti che difficilmente può essere smaltito. Esiste il rischio che detti privati proprietari degli immobili, d’accordo con l’amministrazione capitolina, possano individuare Aprilia come luogo di assegnazione di appartamenti per ospitare i nomadi tuttora residenti nei campi rom di Roma e dintorni. Sarebbe l’ennesima prova di come Roma tenti di spostare le sue emergenze fuori la cinta del GRA, utilizzando i territori limitrofi come sgabuzzino. A tal proposito le chiediamo se non sia il caso diagire in “autotutela” dichiarando Aprilia territorio già fortemente piagato sia dal punto di vista ambientale che sociale, con la presenza ormai acclarata di forti sodalizi criminali in particolar modo di matrice ndranghetista e camorrista.

apl

Aprilia in Prima Linea chiede invece all’Assessore al Tecnologico Caporaso sulla situazione dei plessi scolastici di competenza comunale, in particolare di quelli che hanno denotato problemi e sollevato dubbi sulla funzionalità e ancor peggio sulla stabilità (lo stato di efficienza  degli impianti di riscaldamento e degli impianti idrici ed elettrici); criteri da adottare nella realizzazione di lavori in particolar modo nella periferia.

Nel corso degli anni abbiamo ricevuto decine di segnalazioni su situazioni di elevata criticità dovuta al dissesto di strade e marciapiedi (ove presenti), da parte di cittadini in stato di handicap deambulatori temporanei o permanenti. Siamo dell’avviso che si debba fare una mappatura di tutte quelle zone dove tra i residenti vi siano cittadini con gravi handicap motori, e partire prima da quelle strade nell’esecuzione dei lavori ad esempio di asfaltatura e rifacimento o messa in opera ex novo dei marciapiedi. Si tratta di scelte che la politica può e deve fare, visto che dare attenzione al mondo della disabilità, vuol dire partire con un’idea di città fruibile veramente da tutti, cercando di non penalizzare doppiamente chi già vive una situazione di disagio.

 

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