VERTENZA GRANAROLO – PETTINICCHIO

Il 17 aprile le Organizzazioni sindacali, l’Assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi, l’Assessore all’Agricoltura Daniela Valentini  e l’Azienda Granarolo sono al Ministero dello Sviluppo Economico per tentare di trovare una soluzione alla vertenza Pettinicchio determinata dalla volontà, da parte del Gruppo Granarolo, di chiudere il Sito produttivo di Sermoneta.  I lavoratori,  riuniti nei giorni scorsi in assemblea davanti lo stabilimento di via Appia  hanno proclamato un’altra giornata di sciopero per il  18 aprile  e deciso di partecipare alla riunione del Coordinamento nazionale di Gruppo che si terrà a Bologna sempre il 18 aprile e “dove, afferma Ermanno Bonaldo, Segretario generale della fai Cisl di Latina, andremo a chiedere alla Granarolo un piano di sviluppo e non un piano di adeguamento al mercato”. Prosegue Bonaldo “ esprimiamo un giudizio  negativo sul piano industriale presentato da Granarolo ed in particolare perché il Gruppo intende posizionarsi in difesa delle produzioni core in un momento in cui invece è necessario aggredire il mercato investendo in qualità, innovazione e marketing” – “ Granarolo non può pensare di costruire marginalità chiudendo gli stabilimenti che producono e si collocano sul mercato con Marchi storici  che sono patrimonio del Territorio come Pettinicchio e Merlo”
Nella riunione di oggi presso il Ministero dello sviluppo Economico le OO.SS. chiederanno alla Granarolo  per quale motivo, nonostante vi siano almeno tre soggetti interessati all’acquisizione del Sito e del Marchio Pettinicchio,   non abbia prodotto a questi  potenziali acquirenti i dati utili definire o quantomeno ad intraprendere una  trattativa. Il 12 aprile il Dott. Luca Protani,                          che rappresenta una  Società di capitali facente parte ad allevatori della Provincia di Latina interessata all’acquisto della Pettinichio, ha nuovamente chiesto e sollecitato, in una nota indirizzata alla Società francese incaricata da Granarolo, la Compagnie Europèen de Dèveloppement e per conoscenza alle Organizzazioni sindacali e alle Istituzioni,  la possibilità di visionare e discutere gli elementi conoscitivi della trattativa. Ma il Gruppo si limita a dire che  ha contattato, tramite la Società francese, oltre cento potenziali acquirenti ma che ad oggi  nessun contatto è stato ritenuto soddisfacente e che valuterà eventuali ulteriori proposte imprenditoriali.
“Ritengo, sottolinea Bonaldo,   che Granarolo debba chiarire quali siano le condizioni nelle quali si stanno svolgendo, se si stanno svolgendo, le trattative con gli ormai famosi e sempre citati “tre soggetti interessati”.  “Il Sindacato si è reso disponibile, per quanto di sua competenza, ad individuare tutte le soluzioni possibili al superamento della crisi, la Regione Lazio di intesa con le altre Istituzioni ha più volte espresso l’intenzione di voler elaborare  un serio e credibile piano di salvaguardia del Sito pontino ma l’unico assente eccellente è ancora  la Granarolo”.

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